Secondo uno studio, i monopattini inquinerebbero come le auto

I francesi di Youth for Climate accendono una protesta contro i monopattini dalle alte emissioni

I ragazzi francesi che fanno parte dell’associazione mondiale creata da gruppi di giovani che seguono Greta Thunberg, la giovanissima attivista svedese per lo sviluppo sostenibile e contro il cambiamento climatico nota per le sue manifestazioni davanti al Riksdag a Stoccolma, sparano a zero contro i monopattini.

I mezzi che oggi più di tutti spopolano sulle strade di molte città italiane, complice senza dubbio anche il famoso Bonus Mobilità che è stato offerto ai cittadini lo scorso anno. Al centro di queste discussioni ci sono proprio le alte emissioni dei monopattini, che in alcuni casi riescono a superare quelle delle auto. Detto così sembra assurdo, ma cerchiamo di spiegarne ogni aspetto.

In tantissime città si è diffuso l’utilizzo dei monopattini in sharing, sicuramente a causa del bisogno di mobilità indipendente in questo periodo segnato dalle restrizioni all’utilizzo di mezzi pubblici e di auto private a causa della pandemia.

La società globale di progettazione e consulenza urbana Arcadis ha condotto però uno studio che spiega quanto i servizi odierni di monopattini in sharing non siano ecologici a livello di emissioni, anzi, contribuiscano al riscaldamento della terra come un’auto con motore termico che viaggia con 3 persone a bordo. Per questo un gruppo di attivisti di Youth For Climate di Angers ha iniziato con il boicottaggio contro 108 monopattini dei servizi di sharing cittadino, mettendoli fuori uso.

Tante le proteste e le discussioni sui social network su questa tematica, l’attenzione quindi oggi si concentra sul livello di emissioni per chilometro per persona dei monopattini elettrici (soprattutto in sharing) durante il loro ciclo di vita.

La spiegazione sta dietro i dati raccolti da Arcadis nella sua ricerca. Pare che un monopattino in sharing emetta una media di 105,5 grammi di CO2 per ogni km percorso, che sono solo 5 grammi in meno di una vettura con tre persone a bordo (che ne emette mediamente 111 per passeggero). I monopattini “inquinano” di più di un’auto elettrica con una sola persona a bordo (103 g/km). In città i mezzi migliori a livello di emissioni sono i treni, le metropolitane e i tram (media 6 g/km per passeggero). Pullman elettrici e ibridi sono sicuramente meglio dei monopattini. Gli unici che fanno peggio sono i motocicli e gli scooter e le vetture endotermiche con un solo passeggero.

Lo studio di Arcadis spiega come un mezzo così piccolo possa emettere così tanta CO2. E qui capiamo il reale problema della questione: non è l’utilizzo il vero nodo, che comporta emissioni pari a 2,5 g/km di CO2, è la produzione in Asia il vero problema. Le aziende non rispettano quelli che sono i criteri di sostenibilità, non usano i materiali adeguati, per non parlare delle regole per il trasporto intercontinentale. E cosa dire invece dei furgoni di assistenza delle compagnie di sharing e delle loro emissioni infinite durante le operazioni di carico e scarico (con conseguente installazione) dei monopattini per le città? Ecco spiegato il dilemma.

C’è anche una nuova opinione in merito a questi piccoli mezzi della mobilità del futuro: se in realtà sono stati creati per sostituire l’auto e altri veicoli inquinanti, oggi invece sono diventati l’alternativa più comoda e veloce anche per chi viaggiava a piedi o in bici. Questo rincara la dose delle emissioni.

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