Milano, entro il 2026 arrivano i taxi volanti

Il debutto è previsto in occasione delle Olimpiadi invernali del 2026: Milano si prepara ad avere i suoi taxi volanti con scalo City Life e Porta Romana

Milano si prepara ad accogliere una novità assoluta che potrebbe debuttare già nel 2026, in occasione delle Olimpiadi invernali: arrivano i taxi volanti in città. A rivelarlo è stato Armando Brunini, amministratore delegato di SEA, la società che gestisce gli aeroporti milanesi, durante l’audizione comunale delle commissioni bilancio, mobilità e controllo enti partecipati.

I lavori per la costruzione dei “vertiporti”, gli aeroporti verticali destinati al decollo e all’atterraggio dei particolari velivoli, potrebbero iniziare già nel 2024.

Taxi volanti: la rivoluzione finale della mobilità urbana

I taxi volanti che si apprestano a popolare i cieli milanesi si chiamano, tecnicamente, eVTOL, acronimo che sta per electric Vertical Take-Off and Landing: si tratta di velivoli che sfruttano l’energia elettrica per spostarsi, decollare e atterrare in verticale, come fanno i droni.

I taxi volanti esistono già: Alphabet, la società di Google, offre il servizio di consegna su eVTOL sin dal 2020: i droni di Google, che possono trasportare fino a 1,5 kg e hanno un’autonomia di circa 100 chilometri, si aggiungono alle flotte di Amazon e UPS, altri vettori che garantiscono il servizio di consegna “aerea”.

Anche società come Airbus e Boeing hanno nel tempo sviluppato dei progetti per la mobilità urbana aerea: ne sono esempi l’Airbus Vahana, presentato al Paris Air Show del 2017, e
il PAV (Passenger Air Vehicle) di Boeing, un avveniristico taxi volante a guida autonoma.

Pensati essenzialmente per la mobilità urbana, per le consegne a domicilio e per l’assistenza medica, i taxi volanti non sono ancora una realtà consolidata: nessuno degli esemplari esistenti, infatti, ha ancora ottenuto il certificato delle autorità competenti per la sicurezza aerea, l’EASA in Europa e la FAA negli Stati Uniti.

Milano, i primi vertiporti a City Life e Porta Romana

Anche Milano avrà i suoi taxi volanti: secondo quanto dichiarato da Armando Brunini, amministratore delegato di SEA, verranno costruiti almeno due punti d’atterraggio, in zona City Life e Porta Romana. I lavori, stando alle prime indiscrezioni, potrebbero iniziare già nel 2024. In totale i “vertiporti” milanesi saranno quattro: a quelli “urbani” si aggiungono i due hub di Linate e Malpensa, da cui si pensa di far debuttare il servizio.

I primi voli sono previsti in occasione dei Giochi Olimpici invernali del 2026: per quella data si prevede un servizio pienamente a regime, capace di trasportare 2 mila passeggeri ogni giorno. La prima sperimentazione coinvolgerà gli aeroporti cittadini, con lo “shuttle” Malpensa-Centro: il taxi volante milanese, che inizialmente potrà accogliere fino a 2 passeggeri per aumentare gradualmente la propria capacità, avrà nelle prime fasi un costo di circa 120 euro a persona, che si pensa di far arrivare a 70-80 euro non appena i volumi e la richiesta lo consentiranno.

eVTOL a Milano: 2 mila passeggeri al giorno nel 2030

Il progetto della società che gestisce gli aeroporti milanesi prevede la costruzione di un mini-hub a Malpensa, una sorta di vertiporto centrale che si affiancherà agli hub cittadini di City Life e Porta Romana. Questi, spiega Brunini, “saranno piuttosto piccoli, di 3-4 mila metri quadrati: come degli eliporti ma con un piccolo terminal per il check-in, la sicurezza, eccetera”.

Come dichiara l’amministratore di SEA al ‘Corriere della Sera’, nel 2030 sono previsti “circa 2 mila passeggeri trasportati dai taxi volanti ogni giorno nell’area”. Per costruire i primi vertiporti, quelli che dovrebbero essere operativi già nel 2026, di parla di “investimenti complessivi per poco più di 30 milioni di euro”.

D’altro canto, continua Brunini, la gestione dei taxi volanti milanesi sarà gestita da apposite società, che avranno anche il compito di stabilire il costo finale del servizio. L’intenzione infatti è di “catturare non solo quelli che volano con un jet privato, ma anche gli altri passeggeri”, a partire da quelli che possono permettersi di viaggiare in classe premium. Non a caso, la compagnia aerea Emirates si è già dimostrata “interessata a questo tipo di servizio per i suoi viaggiatori in classe Business”.