Volkswagen, le novità sui risarcimenti per il dieselgate

Pare che l’associazione federale dei consumatori e la Casa auto vogliano pensare alla transazione

Lo scandalo Dieselgate risale ormai a quattro anni fa, nel 2015, quando la magistratura tedesca decise di sanzionare Volkswagen per un miliardo di euro. Nella motivazione della multa si parlava di ‘venir meno all’obbligo di sorveglianza’ nelle attività di rilevamento delle emissioni.

Questo nei confronti della società nel suo insieme, indipendentemente dalle responsabilità personali di manager e responsabili tecnici. Una sanzione che l’azienda non ha contestato, come avevano fatto sapere i vertici del colosso automobilistico. “Volkswagen accetta la multa e riconosce le sue responsabilità”, queste le parole che riportava una nota diffusa dal gruppo.

Oggi la novità del maxiprocesso riguarda i risarcimenti da parte di Volkswagen per il dieselgate appunto, pare che sia il Gruppo automobilistico che l’associazione federale dei consumatori vogliano avviare la discussione per la transazione. È un comunicato stampa della Casa a renderlo noto, la compagnia di Wolfsburg è stata denunciata da circa 440 mila clienti in Germania, dopo che emerse lo scandalo dei software che andavano a modificare i dati sulle emissioni dei motori diesel.

Tutti quei clienti oggi chiedono un risarcimento che dovrebbe arrivare da Volkswagen, il procedimento giudiziario è arrivato alla corte d’appello di Braunschweig. Il Gruppo scrive: “L’obiettivo comune è una soluzione pragmatica per i clienti, ma resta da vedere se si arriverà a una transazione”. Pare quindi che ci sia la disponibilità a un confronto per questa opzione e si tratta di una vera e propria svolta nel processo.

Nella fase iniziale infatti la Casa automobilistica non sembrava assolutamente d’accordo a concedere il risarcimento richiesto dai clienti, sosteneva infatti che “questa fosse una strada non praticabile”. La Dpa ricorda che ancora a metà novembre Volkswagen aveva affermato che una soluzione del genere non poteva essere assolutamente immaginabile. Il Giudice della Corte d’Appello Michael Neef aveva già proposto, tra il mese di settembre e il mese di novembre, di pensare a questa soluzione. Dopo l’esplosione dello scandalo avvenuta nel 2015 i proprietari dei vari modelli diesel di VW avevano denunciato la Casa, proprio nel momento in cui nel Usa venne fuori che la Casa truccava i motori alimentati a gasolio per abbassare i dati sulle emissioni dei Nox.

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