Scandalo Volkswagen: ecco come funzionava la truffa

Bild aveva avanzato ipotesi di un coinvolgimento anche di BMW. Nel mirino pure la Merkel

Una truffa da 18 miliardi: questo, stando all’autorevole Wall Street Journal, è quanto rischia la Volkswagen per lo scandalo delle ‘emissioni truccate’, utilizzate per aggirare le leggi anti-smog statunitensi, emerso nei scorsi giorni e che costringerà la casa tedesca a richiamare 500mila veicoli dagli Stati Uniti. Intanto, a causa dello scandalo stesso, nella sola giornata di lunedì il colosso di Wolfsburg ha perso il 22% alla Borsa di Francoforte, per un’equivalente di 12,9 miliardi.

Preso nota di fatti di cronaca e finanziari, resta la questione tecnica che riguarda più direttamente gli automobilisti. Come funziona questa ‘truffa’? Quali sono i danni? Che rischi ci sono per chi si mette al volante di una Volkswagen motorizzata con il turbodiesel 2.0 model year 2009?

Partiamo subito dal rasserenare chi è alla guida di una delle sopracitate Volkswagen: il software alla base della truffa sulle emissioni non pregiudica la sicurezza del mezzo, che può circolare regolarmente ed essere rivenduto.

Come funzionava la truffa? Partiamo dal sottolineare come oggi nelle auto di un certo livello si possa mappare l’utilizzo del motore in diverse modalità: dalla ‘eco’ alla ‘sport’, per intenderci, per avere una guida più calma con meno consumi ed emissioni o più frizzante con un aumento delle medesime. In pratica, il software della Volkwsagen si ‘rimappava’ in una modalità estremamente economica e non corrispondente alle normali situazioni di guida quando la vettura si trovata in condizioni di test, ad esempio su rulli a velocità zero.

Peraltro, quello del software è solo uno dei modi più evoluti con cui si possono ‘truccare’ i risultati dei test per le emissioni e dei consumi, con gli automobilisti che si ritrovano poi al volante di macchine meno ‘economiche’ del previsto. Secondo un rapporto del 2013 dell’Ong belga Transport and Environment ci sono infatti almeno 20 trucchi ‘creativi’ ma tutto sommato legali che tutti i costruttori utilizzano per beffare il regolamento dei test, regolamento per tanti aspetti ormai obsoleto.

Ad esempio, durante i sopracitati test, si sigillano le auto per minimizzare la resistenza all’aria, abbassando ulteriormente sia emissioni che consumi, oppure si utilizzano lubrificanti speciali per aumentare l’efficacia del motore con gli stessi risultati di cui sopra. Tra gli altri ‘trucchi’, c’è chi fa i test a temperature molto alte o ad altitudini elevate – con l’aria rarefatta c’è meno resistenza – oppure su piste molto dure che favoriscono le prestazioni.

Alla fine, il risultato, sempre secondo Transport and Environment, è che “il consumo dichiarato è inferiore di almeno il 25% a quello reale, ma in alcuni casi si arriva al 50%. Questo può aggiungere fino a 2.000 euro di carburante alla spesa nel ciclo di vita dell’auto”.

Oltretutto, si tratta di un fenomeno in evidente crescita: se per le vecchie auto la ‘forbice’ tra consumi ed emissioni reali e ‘truccati’ era del 19%, oggi, complice l’evoluzione tecnologica, si è arrivati al 37% con una differenza crescente ogni anno dell’1% e difficilmente la tendenza è reversibile. In pratica, se la vostra macchina ‘ufficialmente’ consuma 1 litro per km, in realtà ne consuma quasi 1.4, con buona pace del portafoglio e del budget di partenza.

“L’introduzione delle norme Euro 6 nel 2007 doveva essere accompagnata da un nuovo test delle emissioni che misurasse l’inquinamento prodotto su strada – spiegano gli esperti – Ma le discussioni su come questo test dovrebbe essere effettuato ne hanno ritardato l’introduzione, che doveva avvenire nel 2015”.

E non si dica che l’Ong belga sia particolarmente severa: anche l’ICCT, l’International Council on Clean Transportation, il laboratorio di ricerca indipendente che ha segnalato la truffa del software della Volkswagen, ha trovato in passato differenze mediamente del 25% tra emissioni dichiarate e quelle reali. Buon ‘pieno’…

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

MOTORI Scandalo Volkswagen: ecco come funzionava la truffa