Targa prova: una sentenza rivoluziona le concessionarie auto

È la Corte di Cassazione a emanare la sentenza che sconvolge il settore auto, soprattutto officine e concessionarie

Sulle auto immatricolate non si potrà più usare la targa prova, è la decisione appena emessa dalla Corte di Cassazione, che arriva come un fulmine a ciel sereno, sconvolgendo quelle che erano fino ad oggi le abitudini per il settore auto.

Di fatto quindi le concessionarie e le officine del comparto non potranno più usare le auto in riparazione o in conto vendita per dimostrazioni varie o test, utilizzando la targa prova, come è sempre stato fatto. La Corte di Cassazione ha deciso che, d’ora in poi, se una vettura è immatricolata non è più legittimo l’uso della targa prova. La copertura assicurativa della polizza Rc Auto deve quindi essere quella del veicolo a motore già immatricolato, non quella legata alla targa prova.

All’Asaps, associazione amici polizia stradale (come riportato da Repubblica), spiegano: “Va detto che non è la prima sentenza che decide in tal senso ma, come gli addetti ai lavori ricorderanno, proprio il Ministero dell’Interno con la circolare n. 300/A/4341/18/105/20/3 del 30 maggio 2018 aveva dato un parere in cui dichiarava come la prassi di utilizzare la targa prova su veicoli immatricolati (carrozzieri e concessionari di veicoli in particolare) non corrispondesse alle finalità del dettato normativo dell’art. 98 del Codice della Strada (come modificato e integrato dal DPR 474/2001). Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con il parere n. 4699/M363 del 4.4.2004 si era invece dimostrato possibilista sull’utilizzabilità della targa prova anche sui veicoli immatricolati. I due Ministeri, dopo un lavoro di analisi ad un tavolo congiunto, avevano chiesto un parere al Consiglio di Stato per valutare la legittimità della prassi sopra descritta e il Ministero dell’Interno aveva disposto la sospensione di ogni attività sanzionatoria che avrebbe comportato un danno a varie categorie economiche”.

Ma oggi, se non è più legittimo usare la targa prova sulle auto immatricolate, vuol dire che un carrozziere o un meccanico non possono più usarla per provare i risultati di una riparazione, non avendo più “le spalle coperte” per i danni. È lo stesso che accade per un venditore di auto usate o km 0 ferme, che attendono solo di essere vendute. La questione comunque è da definire, gli addetti ai lavori infatti aspettano una dichiarazione di sospensione per possibili sanzioni agli operatori che usano la targa prova per il proprio lavoro, su auto immatricolate. Nella nuova sentenza la targa prova viene vista come elemento che può servire e essere molto utile solo prima dell’immatricolazione, in mancanza di libretto.

“Se la targa di prova presuppone l’autorizzazione ministeriale, e se quest’ultima può essere concessa solo per i veicoli privi di carta di circolazione, ne consegue che l’apposizione della targa di prova sui veicoli già targati è una prassi che non trova riscontro nella disciplina di settore. Di talché dei danni derivanti dalla circolazione del veicolo già targato, che circoli con targa prova, deve rispondere solo l’assicuratore del veicolo e non l’assicuratore della targa di prova”. Un nuovo problema per il settore auto, che già da tempo non vive un periodo facile.

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