Stellantis, Tavares duro: ‘Auto elettriche costose e imposte dai governi’

Costi troppo alti e scarsa accessibilità delle auto elettrica, Carlos Tavares esprime i suoi dubbi

Non ne ha mai fatto segreto Carlos Tavares: secondo lui la transizione ad una mobilità 100% elettrica è ancora troppo lontana. I costi sono elevati e i veicoli a batteria ancora poco accessibili. Oggi l’ad del Gruppo Stellantis ‘calca la mano’ sulla questione, usando dei toni un po’ meno pacati del solito.

Ha infatti chiamato in causa anche le istituzioni, per la prima volta, accusando i governi di spingere e imporre quasi con brutalità il passaggio alla mobilità a zero emissioni. Ha dichiarato: “Se offri una mobilità pulita accessibile solo ai clienti ricchi, non avrai un impatto significativo sulle emissioni di carbonio. È difficile vendere un’auto a batteria da 30.000 euro quando le persone possono acquistare il corrispondente modello tradizionale alla metà del prezzo”.

Chiaramente il settore elettrico è messo continuamente alla prova, da una parte la scarsità di colonnine e infrastrutture per la ricarica, indispensabili (in Italia su questo fronte siamo ancora molto indietro), dall’altra la grande sfida aperta alle Case auto, che dovrebbero riuscire a mantenere dei prezzi accessibili per queste nuove soluzioni green.

Oggi la situazione però non è facile, soprattutto sul fronte produttivo; non dimentichiamo che veniamo da più di un anno di pandemia, che ha costretto la maggior parte delle attività commerciali a chiudere i battenti per diversi mesi, da una crisi del settore auto senza precedenti e dalle recenti difficoltà dovute alla mancanza di semiconduttori, che ha costretto alcuni stabilimenti alla chiusura.

Tavares argomenta: “Più a lungo durerà la crisi dei chip, più difficile sarà sostenere l’attuale modello di business dell’industria automobilistica”. Stellantis infatti sta vivendo un continuo peggioramento della crisi dei chip, che secondo le previsioni migliorerà solo nella seconda parte dell’anno. Non è detto tra l’altro che non vi saranno ripercussioni anche nel 2022.

L’ad è però ottimista per quanto riguarda la possibilità di fornire adeguate risorse ad alcuni brand del costruttore nato dalla fusione tra FCA e PSA. E ha dichiarato: “Voglio essere chiaro, in questo momento ho abbastanza da fare, sto cercando di creare Stellantis”, sono in vista delle possibili operazioni di consolidamento settoriale in Cina dal prossimo anno. Si parla ancora dell’impianto inglese di Ellesmere Port, che rischia di chiudere i battenti ormai da mesi, in mancanza di aiuti da parte del governo britannico per agevolare investimenti su veicoli elettrici. Pare però che tutto si stia “muovendo nella giusta direzione”. Due parole anche sulla guida autonoma, che secondo Tavares: “Non prenderà mai il sopravvento completamente”.

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