Rischio blocco per le auto Gpl: cosa succede

Tempi lunghissimi presso le sedi delle Motorizzazioni Civili per il collaudo degli impianti

Rischio blocco per le auto a Gpl. A sollevare la questione è stato Davide Gariglio, capogruppo Pd in Commissione Trasporti della Camera, nel corso della discussione di una interrogazione sul tema.

L’esponente del Pd ha fatto sapere infatti che: ”Sarà necessaria una norma transitoria per permettere agli attuali veicoli gpl di continuare a circolare: si tratta di un parco macchine che è cresciuto enormemente nel nostro paese negli ultimi tempi ma che avrà grosse difficoltà di utilizzo perché in tutta Italia gli uffici periferici della Motorizzazione (ed in particolare a Torino ed in Piemonte), a causa della cronica carenza di personale, non riescono infatti a collaudare nei tempi previsti i mezzi dopo la sostituzione decennale dei serbatoi”

Tutto nasce in quanto gli uffici territoriali della Motorizzazione Civile sono in carenza di organico e in pratica occorre attendere anche un anno  presso la Motorizzazione Civile per il collaudo degli impianti GPL, dopo la sostituzione programmata del serbatoio.

In base ad una normativa comunitaria (ECE/ONU 67/01) infatti il serbatoio delle auto dotate di impianto GPL ha una “data di scadenza” di dieci anni: questo termine decorre dall’immatricolazione della vettura, oppure dall’installazione dell’impianto a GPL nel caso di installazione successiva,

Inoltre ad aggravare la situazione il fatto che nei prossimi mesi la Motorizzazione dovrà far fronte ad un numero ancora maggiore di collaudi degli impianti GPL dopo la sostituzione decennale dell’impianto, dato che negli anni 2009 – 2010 – 2011 sono stati erogati gli incentivi statali per l’installazione di impianti e la vendita di auto a GPL.

La proposta per snellire la situazione sarebbe quella di provvedere all’autocertificazione presso le officine autorizzate.

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