Ripartenza in Italia, il piano per il rilancio del settore dei trasporti

Il comparto è stato colpito gravemente dalla crisi a causa del Coronavirus, si propongono nuove azioni per ripartire

Come ben sappiamo, in questi mesi di lockdown e fermo totale a causa dell’emergenza dettata dal Covid-19, il settore dei trasporti ha visto, e continua a vivere oggi, un momento di profondo malessere generale.

Come il comparto dell’automotive, che da marzo sta vivendo una crisi senza precedenti, anche quello dei trasporti in Italia è stato duramente colpito da questa situazione e le difficoltà oggi sono gravi, la ripresa è complessa, rilanciare l’intero settore non è facile. Ecco perché in questi giorni gli esperti stanno pensando a un vero e proprio piano, con delle azioni mirate per ricominciare.

Il documento ufficiale redatto da un comitato di esperti in materia economica e sociale vede un paragrafo intitolato: “Iniziative per il rilancio Italia 2020-2022”, che riporta il capitolo “Infrastrutture e Ambiente, Volano del Rilancio”, e indica come si potrebbe ottenere una riconversione sostenibile delle infrastrutture di trasporti e logistica, ponendo l’accento sull’incentivazione del rinnovo del parco veicoli. Per farlo bisogna puntare oggi ai veicoli a basso impatto ambientale, con emissioni zero o ridotte, quindi ibridi, elettrici e a biocombustibile.

Parliamo di un Paese, l’Italia, dove il settore dei trasporti pesa sul totale delle emissioni di CO2 per il 25-35% circa, il parco veicoli (ormai lo sappiamo bene) è datato, l’età media dei mezzi infatti è di 12-13 anni, decisamente troppo. La Direttiva Europea RED II pone l’obiettivo di raggiungere, entro il 2030, il 14% dei veicoli a energia rinnovabile. Il modello PNIEC1 invece vorrebbe raggiungere una percentuale più alta, il 22%. Riassumendo, al centro del piano strategico c’è senza dubbio la riduzione delle emissioni fin da subito.

Il passo successivo riguarda le infrastrutture, che hanno bisogno di incentivi per permettere una diffusione spontanea e capillare di auto di ultima generazione. Come diciamo da tempo infatti, uno dei limiti più grandi per le auto elettriche, che oggi sarebbero la soluzione a tanti problemi, è l’assenza di colonnine di ricarica. Nel nostro territorio non sono diffuse in maniera omogenea ovunque, e questo “spaventa” gli automobilisti nella scelta di una vettura a zero emissioni. Per questo quindi si pone l’attenzione sull’aumentare sensibilmente il numero delle stazioni di ricarica, oltre che di piste ciclabili, colonnine per le bici elettriche, ciclo-parcheggi e centri appositi nei pressi delle grandi città, per invogliare gli utenti a non entrarvi con i veicoli inquinanti.

Per farlo si cercherà di incentivare l’utilizzo del car sharing e di altre soluzioni di cui abbiamo parlato, e di promuovere l’impiego di veicoli aziendali più efficienti. Durate il lockdown, lo avevamo visto alcune settimane fa, la qualità dell’aria in città era migliorata sensibilmente, era diminuito ovviamente il traffico e anche il numero degli incidenti. Per questo l’obiettivo è continuare a virare verso una mobilità più efficiente, sicura e a zero emissioni.

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