Revisione auto: novità importante sulla proroga

Slitta ad ottobre il termine massimo entro cui fare la revisione auto, si temono le conseguenze

Di revisione auto avevamo già parlato durante il mese di marzo, all’inizio del lockdown a causa del Coronavirus. Tutte le attività “non indispensabili” avevano chiuso, i meccanici e i gommisti in questo periodo sono rimasti aperti solo per le situazioni di emergenza.

In questo scenario quindi, ormai due mesi fa, ci si chiedeva cosa fare nel caso di scadenza della revisione auto, il Governo stava lavorando ad un nuovo Decreto e si parlava della possibilità di far slittare anche di tre mesi la data in cui rinnovare la revisione auto e moto, l’ipotesi era una proroga di 90 giorni. Si attendeva una decisione concreta in merito, visto che fino a quel momento il testo del decreto riportava giustamente quanto le misure di contenimento della diffusione del Coronavirus non dessero la possibilità ai cittadini di “rispettare le scadenze stabilite per la revisione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi”.

Con la Fase 2 arriva la novità, le revisioni sono prorogate fino al 31 ottobre 2020, è il Decreto Cura Italia, convertito in Legge, a dare questa disposizione, nonostante i centri specializzati in questa tipologia di controlli siano autorizzati a rimanere aperti e lavorare. Purtroppo si teme che la conseguenza di questo provvedimento sarà un caos senza precedenti.

Vincenzo Ciliberti, di ANARA Confartigianato, rappresentante nazionale della categoria, ha infatti dichiarato: “Se non verrà rimodulata a brevissimo questa decisione genererà ad ottobre un sovra-flusso di richieste di revisioni almeno cinque volte superiore alla capacità massima dei centri autorizzati. In prossimità della scadenza del 31 ottobre si verificherà una concentrazione delle operazioni di revisione per 5-6 milioni di veicoli circa, con una mole di lavoro difficile da gestire per i centri di controllo e per tutto il sistema. Ciò provocherà disagi per i cittadini, visto che la revisione è un adempimento obbligatorio ed essenziale per la sicurezza stradale e richiede i necessari tempi tecnici”.

Ciliberti parla chiaro e sottolinea come questa situazione possa determinare “un disallineamento nel meccanismo“, che poi si protrarrà con continui problemi anche nei prossimi anni. Addirittura si stimano 10 anni necessari per regolarizzare nuovamente il flusso. Per questo motivo ANARA Confartigianato comunica: “Ci siamo appellati al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Paola De Micheli, confidenti in un suo intervento per ridurre il periodo della proroga e scadenzare già da maggio le prime revisioni, favorendo una graduale ripresa delle operazioni, nel massimo rispetto dei protocolli di sicurezza”.

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