Pneumatici ricostruiti, serve maggiore controllo della normativa

Servono controlli e sanzioni per quanto riguarda la quota obbligatoria di pneumatici ricostruiti

Airp, l’associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici, ha mosso di recente delle nuove richieste, intende far rispettare la normativa come si deve e quindi la quota obbligatoria di pneumatici ricostruiti negli acquisti di gomme di ricambio da parte delle flotte pubbliche di veicoli.

L’Associazione si rivolge quindi al Governo, portando al centro dell’attenzione la tematica degli acquisti green da parte della Pubblica Amministrazione, che oggi è fondamentale per riuscire a garantire uno sviluppo effettivo dell’economia circolare e anche per “camminare” verso lo sviluppo sostenibile.

È l’Airp stessa a dichiarare: “Ad oggi l’unica misura normativa in favore degli pneumatici ricostruiti vigente in Italia in tema di Green Public Procurement è la Legge finanziaria del 2002 (Legge 28 dicembre 2001 n. 448), che nell’articolo 52, comma 14, stabilisce l’obbligo per le pubbliche amministrazioni e per i gestori di pubblici servizi di riservare agli pneumatici ricostruiti almeno il 20% degli acquisti di gomme di ricambio. Si tratta di una norma che è stata introdotta essenzialmente per finalità di tutela dell’ambiente correlate al potenziamento del settore della ricostruzione degli pneumatici usati”.

La valenza ecologica della ricostruzione di gomme auto è di fondamentale importanza oggi, permette di allungare la vita degli pneumatici e quindi rimandare lo smaltimento degli stessi: i benefici riportati all’ambiente sono evidenti. La norma nella finanziaria 2002 è senza dubbio importantissima, purtroppo però è limitata, perché i controlli sulla sua applicazione sono praticamente assenti. Mancano oltretutto le misure sanzionatorie adeguate nel caso di inadempienza da parte di chi dovrebbe rispettarla. È vero infatti che troppo frequentemente l’obbligo di utilizzare il 20% di gomme ricostruite in realtà non viene assolutamente preso in considerazione da diversi enti pubblici.

Airp invece tiene particolarmente a questa tematica e sostiene infatti: “I tempi sono ormai maturi per istituire severi controlli per il rispetto delle quote obbligatorie di pneumatici ricostruiti. Nel nostro Paese è assolutamente possibile, se si considera che negli altri Paesi europei economicamente avanzati le percentuali sono decisamente superiori. Basti citare il caso della Francia, che ha recentemente posto come obbligatoria la scelta degli pneumatici ricostruiti per il 100% degli acquisti di pneumatici effettuati dallo Stato”.

Airp vuole a tutti i costi garantire l’applicazione effettiva e veritiera di questa norma e sottolinea infatti quanto sia necessario introdurre l’obbligo di verifica sugli acquisti effettuati e iniziare anche a pensare ad un sistema di sanzioni per chi non rispetta il provvedimento. (Fonte ANSA)

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

MOTORI Pneumatici ricostruiti, serve maggiore controllo della normativa