Incentivi auto: cosa succederà nel 2021

Tante le proposte, ma ancora nulla di certo. Non sappiamo se il prossimo anno ci saranno nuovi bonus auto

Torniamo all’argomento “incentivi auto” che, chiaramente, sta molto a cuore agli italiani oggi: ai cittadini, che possono acquistare un nuovo veicolo con delle importanti agevolazioni, e agli operatori del settore, che vivono un momento di grande crisi.

In effetti il settore dell’automotive, ormai  lo sappiamo bene, purtroppo vive un periodo di grande sconforto dall’inizio di questo terribile 2020 colpito dal Coronavirus. Durante il primo lockdown infatti abbiamo parlato di numeri spaventosi per quanto riguarda la vendita di nuove auto e le previsioni dell’ANFIA per l’intero anno (viste poche settimane fa) non sono per niente rassicuranti.

Ad oggi si discute sulla possibilità di inserire nuovi incentivi nel 2021. Sono arrivate diverse proposte alla Commissione Bilancio, i gruppi parlamentari sono riusciti a fare le prime valutazioni. I cosiddetti emendamenti contengono delle probabili nuove misure per sostenere il comprato auto (produttori, concessionarie e automobilisti). È importantissimo segnalare che solo nei prossimi giorni la commissione voterà e non è detto che arrivino dei nuovi incentivi nel 2021, anche se la speranza è molto alta (e anche la probabilità).

Ci sono delle proposte che riprendono in parte lo schema previsto per gli ultimi bonus auto, il primo emendamento infatti prevede tre fasce di emissioni – da 0 a 20, da 21 a 60 e da 61 a 135 g/km – e rottamazione per ottenere 2.000 euro per le prime due fasce e 1.500 per la terza, con il solito contributo di 2.000 euro del venditore da aggiungere. Senza rottamazione si parla solo delle prime due fasce e di un bonus di 1.000 euro, più i 2.000 del venditore. I limiti di prezzo sarebbero i soliti 50.000 euro per le prime due fasce e 40.000 per la terza.

Secondo emendamento: è uguale identico al primo ma prevede maggiori risorse, 420 milioni di euro, contro i 324 del precedente. La terza proposta è simile ma introduce quattro fasce di emissioni: da 0 a 20, da 21 a 60, da 61 a 110 e da 11 a 135 g/km. Le prime due (con rottamazione) avrebbero diritto a 2.000 euro di bonus, la terza 1.750 euro e l’ultima 1.500 (più i 2.000 euro del dealer). Senza rottamazione invece di parla delle stesse cifre viste nei primi due emendamenti. Fondo previsto per gli incentivi in questo caso pari a 345 milioni di euro.

C’è un’ulteriore proposta, che limita gli incentivi auto a due fasce soltanto, da 0 a 20 e da 21 a 60 g/km. Con rottamazione 3.500 e 2.500 euro di bonus, senza rottamazione 1.500 e 1.250 euro rispettivamente (ovviamente restano da aggiungere i 2.000 del venditore). Fondo di 300 milioni di euro senza divisione nelle due fasce.

Le ultimissime due ‘idee’ invece sono condizionate alla rottamazione di un’auto fino a Euro 4: la prima (di cui abbiamo già parlato) prevede la detrazione del 50% delle spese di acquisto di un’auto elettrica con 204 CV al massimo e prezzo inferiore a 40.000 euro (recupero in 5 anni solo per contribuenti con reddito ISEE inferiore a 45.000 euro). L’altra ‘idea’ è simile, ma prevede la detrazione in tre quote triennali di pari importo per tutte le auto con emissioni fino a 60 g/km, ed è rivolta a tutti i contribuenti. Le votazioni inizieranno questo pomeriggio alla commissione Bilancio.

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