L’Europa ha un nuovo e prezioso giacimento di terre rare

Un deposito che al momento pare essere il più grande conosciuto e che potrebbe diventare molto utile per la transizione energetica in atto

Il tema della transizione energetica è uno dei più trattati oggi, si parla di cambiamento climatico e salvaguardia dell’ambiente, e di come i veicoli elettrici e i carburanti fossili possano essere la soluzione per diminuire le emissioni inquinanti provenienti dalla circolazione stradale, e non solo.

A proposito di questo argomento, c’è da segnalare oggi una grande scoperta fatta da parte di un gruppo minerario svedese: stiamo parlando dell’individuazione del “più grande deposito mai conosciuto” di terre rare in Europa. Esattamente il ritrovamento riguarda la regione del Kiruna, che si trova nell’estremo nord della Svezia. All’interno del giacimento dovrebbero esserci più di un milione di tonnellate di metalli.

L’importanza del nuovo giacimento di terre rare

Come ha dichiarato l’amministratore delegato del gruppo: “Si tratta esattamente del più grande deposito conosciuto di elementi di terre rare nella nostra parte del mondo, e potrebbe diventare un importante tassello per la produzione delle materie prime critiche assolutamente cruciali per la transizione verde”, e quindi, sempre di transizione energetica parliamo, per questo l’argomento ci tocca particolarmente.

Che cosa sono le terre rare? Per chi non lo sapesse, le terre rare sono note per essere un gruppo costituito da ben 17 differenti elementi che fanno parte della tavola periodica degli elementi, tra cui anche il cerio, lo scandio e il lantanio. Elementi di numero atomico da 57 a 71, così chiamati perché inizialmente erano ritrovati esclusivamente in minerali poco frequenti in natura e caratterizzati da una somiglianza chimica notevole.

Questi metalli così particolari vengono utilizzati con successo in molti settori della tecnologia avanzata e delle energie rinnovabili. Per fare alcuni esempi, possono essere molto utili per la creazione delle fibre ottiche e dei magneti permanenti, ma anche per la realizzazione delle batterie ricaricabili, tassello molto interessante per noi, se pensiamo all’industria delle auto elettriche e ibride, fondamentale nella transizione energetica in atto. I metalli delle terre rare vengono usati anche per la costruzione dei pannelli solari, il nostro futuro, e delle turbine eoliche, tutti elementi che in qualche modo potrebbero risolvere molti problemi che stiamo affrontando ora per quanto riguarda l’energia, i suoi consumi e i relativi costi.

Non è tutto, servono anche per la realizzazione degli schermi di smartphone e desktop, oggi ormai indispensabili nella vita di ognuno di noi. Altro settore in cui vengono impiegati, anch’esso di estrema importanza, è quello della medicina avanzata.

Quelli appena elencati sono tutti i motivi per cui le terre rare (appena individuate dal gruppo minerario svedese LKAB) sono considerate elementi assolutamente indispensabili per la transizione energetica, ma anche digitale ed ecologica.

A proposito di transizione energetica

La transizione energetica è una delle tematiche di cui più si parla in questo periodo, argomento molto caldo il passaggio dai motori termici alla mobilità a zero emissioni nel giro di pochissimi anni. L’intento è chiaramente quello di abbattere le emissioni inquinanti provenienti dai veicoli, ma i dubbi sono ancora molti.

Nonostante tante realtà si stiano specializzando in prodotti innovativi per un futuro elettrico e sostenibile, ancora molti produttori e enti hanno dubbi sulla mobilità elettrica del futuro. Una di queste è la Premier Giorgia Meloni, come abbiamo visto di recente.

Sono in tanti a pensare che il futuro della mobilità non possa essere esclusivamente elettrico, e a voler mantenere una posizione prudente sullo stop alla vendita delle auto con motore termico a partire dal 2035, come l’Europa ha ‘dettato’.