Distanziamento per Coronavirus, un problema sui mezzi pubblici

Le nuove regole dettate dal Decreto riguardo i mezzi di trasporto pubblici presentano delle difficoltà

Per limitare la diffusione del Coronavirus, nel nuovo Decreto sono state dettate delle nuove norme comportamentali anche per quanto riguarda i mezzi pubblici, che siano di linea terrestre, ferroviaria, ma anche marittima, aerea, lacuale e nelle acque interne.

Tutto deve rispettare delle specifiche misure di sicurezza, il premier Conte infatti durante la conferenza ha sottolineato più volte che siamo pronti a ripartire il 4 maggio, ma con lentezza e estrema cautela, il problema infatti non è risolto. I mezzi pubblici purtroppo, come ben sappiano, rappresentano un pericolo per il contagio del Coronavirus, per questo motivo abbiamo visto anche nelle scorse settimane che oggi il veicolo preferito per gli spostamenti è la propria auto (o moto) privata.

In ogni caso, le varie aziende che si occupano di sanificazione e igienizzazione devono provvedere alla disinfezione dei treni e dei mezzi pubblici almeno una volta al giorno e adottare, dove possibile, degli accorgimenti per separare il posto di guida ai passeggeri, che dovrebbero stare ad un metro di distanza.

La polemica che nasce però è che purtroppo, anche se nella Fase 2 si potranno iniziare a usare i mezzi di trasporto pubblico, gli stessi non saranno in grado di soddisfare i requisiti di distanziamento sociale che il Governo giustamente impone. I presidenti di Agens e Asstta hanno inviato una lettera al Ministro dei Trasporti Paola De Micheli parlando della questione, nella stessa di legge: “Il distanziamento ipotizzato di 1 metro per la Fase 2 limita la capacità del sistema dei trasporti di persone al 25-30% del numero di passeggeri trasportati in condizioni di normalità”, questa la spiegazione deipresidenti Arrigo Giana (Atm Milano) e Andrea Gibelli (Ferrovie Nord Milano).

I due continuano: “Il limite deciso dal governo riguarderebbe sia la capienza dei veicoli, sia quella dei luoghi di attesa dei mezzi, siano essi stazioni o fermate di superficie, di conseguenza l’offerta di trasporto sarebbe assolutamente insufficiente, anche a fronte di una domanda che, prevedibilmente, sarà inferiore rispetto alla situazione pre-emergenza COVID-19”. Tra l’altro il pericolo è anche che il vincolo di un metro potrebbe generare “sovraffollamento a ridosso delle aree di attesa delle stazioni e alle fermate, ottenendo un effetto contrario a quello desiderato, assembramenti non controllabili e pericolosi per la salute delle persone e potenziali problemi di ordine pubblico”.

Il direttore generale di Atm Milano e il presidente di Ferrovie Nord chiedono al Ministro di mantenere solo il “criterio incardinato sull’obbligo di utilizzo delle mascherine da parte degli utenti, rigorosamente applicato, coerentemente, peraltro, a quanto disposto nel protocollo generale per la riapertura delle imprese, vorrebbero poi delle semplificazioni amministrative per le imprese operanti nel settore dei trasporti, per poter intervenire con tempestività per adeguare e, ove necessario, diversificare l’offerta dei servizi di trasporto pubblico preservando, per ragioni di omogeneità anche sanitaria, la logica della rete”. Chiaramente resta “essenziale garantire l’equilibrio economico-finanziario dei contratti assicurando l’integrale ristoro dei minori ricavi e dei maggiori costi gravanti sulle aziende”. (Fonte ANSA)

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