Biometano, il carburante del futuro è Made in Italy

Perchè scegliere il metano per l’auto? Sfatiamo dubbi e paure legate alla scelta del gas naturale per una mobilità sostenibile

Virgilio Motori ha rivolto sei domande alla Presidente di Federmetano (da oltre 70 anni  l’associazione di categoria dei distributori di gas metano per autotrazione in Italia e rappresenta un terzo della rete italiana degli impianti per la distribuzione del metano uso autotrazione), Licia Balboni che ha fatto un po’ di chiarezza sulle auto con questa alimentazione e sul biometano in quanto fonte di energia pulita e rinnovabile. In Italia il mercato delle auto a metano è tra l’altro in forte crescita e sono tanti coloro che vogliono conoscere meglio questo tipo di vetture.

Quanto è ecologico il metano?

In termini di ecologicità il gas naturale per autotrazione, in ogni sua declinazione (CNG, biometano, LNG e bioLNG) è senza dubbio la strada da percorrere per traguardare, nel minor tempo possibile una mobilità sostenibile. Una soluzione già pronta e utilizzabile, il cui ruolo dovrà diventare sempre più centrale anche nel prossimo futuro in un’ottica di neutralità tecnologica, accanto alle altre tecnologie e tenendo conto degli specifici contesti di applicazione. Ciò non solo per il calo degli inquinanti locali – PM10, PM2,5, NOx e SOx – che tale carburante comporta, ma soprattutto per l’abbattimento delle emissioni climalteranti CO2 che con l’utilizzo di biometano sono nulle e in alcuni casi negative.

Se cerchiamo sostenibilità, con il biometano l’abbiamo trovata! Parliamo di un carburante prodotto da scarto agricolo o da FORSU (tramite l’upgrading da biogas), un carburante totalmente Made in Italy, in grado di sviluppare la filiera corta e dare un importante contributo anche al settore agricolo, costruendo un vero circolo virtuoso e sostenibile.È da sottolineare, inoltre, che l’Italia per infrastruttura parte con un enorme vantaggio competitivo rispetto a tutti gli altri paesi UE. Dei 1344 PV della rete CNG – pari a 1/3 di tutta la rete dei distributori stradali presenti in EU (3.630) – ben 11 distributori stradali sono già deputati alla vendita di biometano (4 in Emilia Romagna, 3 in Lombardia, 3 in Campania e 1 in Piemonte). A questi si aggiungono 30 allacciamenti in fase di realizzazione e oltre 210 richieste di allacciamento formalizzate. Risultati soddisfacenti, considerando che i primi rifornimenti sono iniziati ad agosto 2018 e a distanza di nemmeno due anni dall’approvazione del Decreto Interministeriale Biometano (2 marzo 2018). Sono da evidenziare, poi, i numeri di produzione totale di biometano, pari a poco più di 68 mln Sm3all’anno, derivanti da 6 impianti di produzione da FORSU, 1 di produzione da scarti agro-industriali, 1 da discarica e 1 da depurazione di fanghi.

Entro il 2020 è prevista l’apertura di altri 6 impianti. Non dimentichiamo infine che, secondo stime del Consorzio Italiano Biogas (CIB) del 2018, il potenziale di produzione nazionale di biometano al 2030 è di circa 8-10 mld mc., una quantità che – considerato l’attuale consumo annuo di gas naturale per autotrazione a livello nazionale (circa 1 mld mc) – sarebbe sufficiente a soddisfare il consumo annuo che si avrebbe centrando l’obiettivo al 2030 di un circolante a CNG nazionale del 10% (5 volte il circolante attuale). Un vettore energetico formidabile, le cui potenzialità stanno influenzando positivamente anche il trasporto pesante e pubblico. Settori che, dopo la rivoluzione guidata dall’LNG (gas naturale liquefatto), saranno protagonisti di una nuova sfida chiamata bioLNG. Scopo di Federmetano è far conoscere i vantaggi che l’utilizzo del biometano comporta, perciò recentemente abbiamo lanciato il progetto culturale “Biometano, dalla terra per la terra”  rivolto primariamente alle scuole e alle aziende del settore, che si rivelerà strategico per traguardare gli obiettivi sulla mobilità indicati dalla UE per il 2030 e il 2050.

Quanto è sicuro il metano?

Chi sceglie un veicolo alimentato a metano non corre nessun rischio in ogni fase del suo utilizzo, dal rifornimento al parcheggio. Garanzia di sicurezza data in primo luogo dalle proprietà specifiche del gas
naturale che, essendo più leggero dell’aria, si volatilizza in caso di fuoriuscita accidentale. Caratteristica cui si aggiunge l’elevato punto di infiammabilità del metano rispetto agli altri carburanti. Per tutelare ulteriormente il consumatore, inoltre, esistono leggi italiane ed europee cogenti e rigide che riguardano i serbatoi con cui sono equipaggiati i veicoli. Nello specifico i serbatoi che contengono il metano – odorizzato ad hoc per segnalarne la presenza nell’aria – nel momento dell’installazione sull’automobile, sono dotati di opportune valvole di sicurezza (omologate e certificate) che permettono una fuoriuscita controllata di gas, in caso di aumento eccessivo di pressione nella bombola – in qualunque modo causato – per evitare eventuali esplosioni.

Quanto si risparmia con un’auto a metano rispetto alla benzina?

I consumatori hanno a disposizione oggi auto performanti che permettono di percorrere 100 km con 3,50 €, in pratica l’equivalente di 1 caffè al giorno! All’ecologicità, sicurezza ed estrema silenziosità dei motori alimentanti a gas naturale si aggiunge dunque anche l’economicità. Basti pensare che la resa calorica di 1 Kg di metano equivale a 1,5 lt di benzina, 1,3 di gasolio e ben 2lt di GPL. Un aspetto da non sottovalutare se consideriamo che la mobilità green per essere fruibile dal cittadino, ovvero realizzabile su larga scala e dunque efficace per il benessere ambientale, deve avere una sostenibilità non solo ecologica ma anche economica e sociale.

E’ vero che ci sono pochi distributori e quando si potrà fare il self service?

Non è vero, al contrario la capillarità della rete distributiva CNG – e dunque biometano – è ciò che rende tale virtuoso carburante immediatamente disponibile e fruibile. Come già sottolineato sopra, l’Italia vanta 1.344 PV che erogano gas naturale, di cui 48 sulla rete autostradale. Un trend di crescita inarrestabile, che negli ultimi 10 anni ha segnato un +5% di anno in anno e che attualmente permette di rifornire il 2% circa del parco circolante italiano (pari a oltre 1 milione di veicoli a gas naturale – dati ACI, anno 2018). E se la rete CNG è un fiore all’occhiello per il nostro Paese, altrettanto vale per la rete LNG. L’apertura di nuovi impianti LNG procede ormai a ritmi rapidissimi, considerando che il primo è stato aperto nel 2014 e che oggi contiamo 59 Pv attivi e 41 in progetto.

Per quanto riguarda il tema self service (CNG) siamo in attesa che si compiano le ultime operazioni per renderlo concretamente fruibile, ovvero lo sviluppo di un database utenti on line, al quale accreditarsi, e la creazione di un apposito tutorial che indichi i passaggi chiave del rifornimento. Operazione che sarà eseguita nella massima sicurezza nei Pv che si faranno trovare equipaggiati per questa novità, che ricordiamo rappresenta una possibilità di vendita e non un obbligo di legge per chi esercisce le stazioni di vendita carburanti.

Ma è vero che non si possono parcheggiare le auto a metano nei parcheggi sotterranei?

Non è assolutamente vero. Come in precedenza indicato a proposito della sicurezza del metano, la sua densità specifica lo rende più leggero dell’aria e, in caso di fuoriuscita, in grado di disperdersi in atmosfera. Per tale motivo i veicoli alimentati a metano possono essere parcheggiati in rimesse sotterrane, senza alcuna restrizione.

Chi compra l’auto a metano quando deve fare le revisione delle bombole e che costi comporta?

Un tema che oggi ci è segnalato dalla clientela come ostativo all’uso del metano è proprio la revisione dei serbatoi, in termini di tempo e costi. Per questo lavoriamo costantemente ai tavoli ministeriali deputati (MIT) al fine di trovare la migliore soluzione che coniughi la sicurezza dell’utente alla semplificazione nella verifica dell’integrità delle bombole. A tal proposito abbiamo chiesto al Ministero di riportare la periodicità delle revisioni successive alla prima da due a quattro anni, cosa che va di certo a favore dei metanautisti. Allo stesso modo come Federmetano ci siamo adoperati per l’avvio dell’attività di revisione CNG4 da parte delle officine private (con determinati requisiti, in conformità alla circolare 26752 del 30.11.2016 del Mit).

L’aumentato dell’offerta di mercato sta, di fatto, contribuendo a contenere i prezzi delle operazioni di revisione, risultato raggiunto anche grazie all’impegno dell’Associazione nel garantire, alle officine della propria rete, le corrette informazioni in merito allo svolgimento di tale pratica. Un maggiore coinvolgimento di officine private – adeguatamente formate – permetterebbe anche di superare l’empasse dovuta alla scarsità di ispettori delle Motorizzazioni provinciali, criticità che sta creando un disservizio e un disinnamoramento presso l’utilizzatore del mezzo a gas naturale.

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