Bici elettriche ‘truccate’: scatta l’allarme

Una pratica assolutamente illegale, in questi giorni è arrivata la denuncia rivolta ai trasgressori

Oggi si cercano sempre più soluzioni per viaggiare in città risparmiando, cercando di non incrementare il traffico e soprattutto di limitare le emissioni di CO2. Per questo motivo si incentivano i mezzi della micromobilità dolce, ovvero bici e monopattini elettrici.

Abbiamo visto infatti di recente il lancio del Bonus Mobilità, che permette di acquistare questa tipologia di mezzi, ottenendo un rimborso del 60% sulla spesa sostenuta, fino a un massimo di 500 euro. E così le bici elettriche si diffondono sempre più sul nostro territorio e, con esse, anche il problema delle due ruote truccate. Cosa significa?

Ci sono dei clienti che esigono la modifica direttamente dal venditore, la pratica è chiaramente illegale, in questi giorni è arrivata la denuncia grazie ad un’inchiesta condotta dalla rivista Quattroruote, rivolta alla domanda di rimozione del limitatore di velocità sull’e-bike di alcuni clienti e anche su una di quelle in esposizione ai venditori di 30 negozi di Milano, Roma e Napoli.

Praticamente il 26% dei soggetti coinvolti, come ha spiegato Quattroruote, “ha acconsentito alla richiesta di intervenire sulla e-bike o comunque di procurare il kit necessario per truccare la velocità. In particolare, 3 sono state le risposte affermative su 14 negozi di Milano, altrettante in 10 di Roma e 2 su 6 a Napoli, dove le bici a pedalata assistita sono meno diffuse”.

A seconda delle circostanze, è stato spiegato dalla rivista, il costo di questo intervento può variare. Infatti ad esempio a Milano si può ottenere la modifica alla bici elettrica senza alcun sovrapprezzo, ovviamente per le e-bike di fascia alta, che già di listino costano attorno ai 3.000 euro e oltre, a Roma invece vengono richiesti 140 euro per truccare una normale bici elettrica, e si riesce ad ottenere la possibilità di viaggiare fino al doppio della velocità consentita. In altri casi ancora si riescono ad aumentare le prestazioni delle e-bike semplicemente andando a manomettere i sensori di velocità del mezzo.

Questa pratica è assolutamente illegale e, se forse non sembra, può rivelarsi anche molto pericolosa. Le bici elettriche truccate possono andare infatti alla stessa velocità di un motorino, eppure i guidatori viaggiano senza bollo, senza assicurazione, senza targa e soprattutto senza l’obbligo del casco. E se il Codice della Strada permette una velocità massima di 25 km/h per questi mezzi a due ruote, un motivo c’è.

Truccare il motore delle e-bike, quindi, oltre ad essere un’operazione che va contro la Legge, mette anche a rischio la salute e le bici stesse. Le possibilità che un utente ha per modificare i veicoli sono davvero tantissime, nessuna delle quali è lecita. La potenza nominale massima del propulsore elettrico deve rientrare in 0,25 kW, lunghezza non superiore ai 3 metri (1,30 di larghezza, 2,20 di altezza), velocità massima, come abbiamo detto, di 25 km/h, raggiunta la quale l’alimentazione del motore deve essere ridotta in maniera progressiva, fino a interrompersi.

Tutto è molto chiaro. Eppure i primi “consigli” per rendere le e-bike più performanti e veloci iniziano già molti anni fa, ancor prima che il mercato delle elettriche arrivasse a questi livelli di vendita (oggi sono tantissimi i nuovi modelli sul mercato, con autonomia da record). Le bici truccate possono raggiungere velocità anche di 50 km/h e oltre, può essere molto pericoloso.

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