La vera soluzione per combattere l’inquinamento

Parliamo di continui blocchi alla circolazione ma forse non risolveranno il problema dell’inquinamento

Abbiamo parlato del blocco alla circolazione previsto nella capitale, clamorosa decisione del Comune di Roma. Il 14 gennaio, visto il persistere degli elevati livelli di inquinamento nell’aria, è stata disposta la limitazione alla circolazione veicolare privata nella ZTL Fascia Verde per tutte le auto diesel da Euro 3 fino a Euro 6.

Il divieto di circolazione in ZTL era in vigore nelle seguenti fasce orarie: dalle ore 7.30 alle 10.30 e dalle ore 16.30 alle 20.30 delle auto diesel da Euro 3 fino a Euro 6. Il provvedimento ha stabilito anche dalle ore 7.30 alle 20.30 la limitazione della circolazione veicolare nella ZTL Fascia Verde di Roma per ciclomotori e motoveicoli Euro 0 ed Euro 1, autoveicoli benzina Euro 2.

Una decisione davvero storica, il blocco alla circolazione ha coinvolto infatti quasi un milione di veicoli privati all’interno della ZTL Fascia Verde. Misure drastiche ma inevitabili secondo la Giunta per far fronte all’aumento di polveri sottili, come è emerso dalle centraline che monitorano la qualità dell’aria in città. Il blocco dei modelli alimentati a gasolio ha creato enormi disagi soprattutto per gli automobilisti che avevano acquistato modelli diesel di ultima generazione ed il cui impatto ambientale è irrilevante.

Tante anche le reazioni arrivate dal mondo accademico e scientifico, oltre a quelle degli operatori del settore automotive. Chiaramente tutti sono allarmati perché l’approccio al problema dell’inquinamento, secondo Unrae: “Non punta ad ottenere una vera e concreta soluzione del problema dell’inquinamento atmosferico urbano, considerando che contestualmente al blocco dei diesel più moderni è stata permessa la libera circolazione in deroga di veicoli a benzina con oltre 20 anni d’età”.

Pier Luigi del Viscovo, direttore del Centro Studi Fleet&Mobility, ha dichiarato: “Le polveri sottili provengono per metà dagli impianti di riscaldamento e il trasporto, tutto, non solo le auto, incide per circa il 10%. Più della metà è invece costituita da polveri della strada sollevate dal rotolamento delle ruote. Basterebbe lavare le strade per abbatterle drasticamente, come accade quando piove. Questi sono dati scientifici ben conosciuti. I tubi di scappamento emettono pochissime polveri e i motori Euro 6 ancora meno. I nuovi diesel poi sono il 20% meno inquinanti dei motori a benzina. Fermarli non ha alcun fondamento”.

Maria Vittoria Prati, dell’Istituto Motori del CNR, in un recente studio, ha evidenziato che “le soluzioni tecnologiche che vengono applicate ai veicoli rispondenti alla Euro 6d-temp sembrano permettere il rispetto dei limiti previsti anche durante la guida in condizioni reali”. La Prati indicava anche come soluzione al problema della qualità dell’aria nelle città, lo svecchiamento del parco automobilistico che “comporta delle riduzioni dell’impatto emissivo dei veicoli circolanti, al fine di poter rispondere alle normative ambientali. È un processo che va guidato per poter utilizzare i vantaggi di ogni tecnologia senza escluderne alcuna, coniugando le esigenze ambientali con quelle di una mobilità personale e collettiva”.

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