Ucciso da un’auto pirata. L’assicurazione non vuole pagare

Vicenda contestata a Padova: a quattro anni dalla morte, ancora niente risarcimento per i familiari della vittima

Dopo la tragedia, la beffa. E’ la drammatica situazione che sta vivendo la famiglia di Goffredo Macolino, 76enne pensionato ucciso da un’auto pirata il 28 marzo 2012 a Padova. A distanza di quattro anni, infatti, le assicurazioni si stanno ancora rifiutando di pagare il risarcimento ai parenti del defunto, adducendo motivazioni che lasciano spazio a speculazioni d’ogni genere.

Il problema nasce dalle circostanze che hanno portato alla morte del pensionato: Macolino era infatti stato investito da un’auto risultata rubata alcuni giorni prima e al cui volante c’era un romeno, poi consegnatosi alla polizia di frontiera di Trieste.

In questi casi, solitamente, l’onere del risarcimento ricade sul “Fondo di garanzia per le vittime della strada”, rappresentato dalla Generali. In questi anni, però, la compagnia si è rifiutata di pagare, motivando la sua scelta con l’ipotesi che il proprietario dell’auto rubata non avesse fatto il possibile per evitare il furto. A ‘prova’ di ciò, ci sarebbe il ritrovamento nell’auto di un pezzo di chiave.

Qualora la circostanza fosse confermata, il proprietario della vettura potrebbe effettivamente essere accusato di ‘negligenza’ e dovrebbe quindi essere chiamato a rispondere in solido al risarcimento per l’incidente. Da questa parte, però, c’è la compagnia assicurativa del proprietario che nega l’ipotesi e si rifiuta di contribuire.

Alla fine, la vicenda è arrivata in tribunale: l’udienza è prevista per giugno. Per quella data, forse, la famiglia del defunto potrà ricevere quello che ritiene il giusto risarcimento.

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