Uber migliora la sicurezza dei veicoli a guida autonoma

Dopo i tragici incidenti causati da veicoli a guida autonoma, nasca una Coalizione per portare avanti questa tecnologia.

Ricordiamo purtroppo l’incidente avvenuto a Tempe, in Arizona, il mese scorso, in cui un’auto Uber a guida autonoma, durante la fase di test, ha investito e ucciso una ciclista. Consapevolezza che anche i più sofisticati software possono sbagliare, la paura che possano causare altri drammi del genere. Anche una Tesla Model X in modalità autopilota ha causato la morte del guidatore, dopo un violento impatto contro una barriera autostradale in California, proprio poco dopo a quello che è successo a Uber.

Il Ceo Uber Dara Khosrowshahi aveva subito sospeso il programma di test, confermando comunque di continuare a credere profondamente nella guida autonoma e promettendo quindi la massima sicurezza. Il problema oggi è quello di recuperare l’immagine di questa tipologia di veicoli, e per questo motivo si sta creando un gruppo di aziende che ci credono e si uniscono per risolvere i problemi e portare le macchina a guida autonoma ad un alto livello di maturità e conseguente sicurezza.

Nasce quindi la Coalizione di Veicoli Autonomi, un gruppo di aziende nei settori tecnologia e trasporto, che si occupa della realizzazione e del collaudo di auto a guida autonoma; le componenti della coalizione hanno fatto il grande annuncio qualche giorno fa. Il gruppo ha come mission la promozione della sicurezza dei veicoli gestiti da computer e la dichiarazione di nuove opportunità economiche e di lavoro, oltre a una migliore qualità della vita, grazie alla suddetta tecnologia. Secondo la Coalizione Veicoli Autonomi, gli incidenti stradali diminuiranno grazie all’eliminazione graduale dei conducenti umani e la sicurezza delle nostre strade sarà quindi sicuramente più alta.

Al momento i membri  sono indirettamente legati ai produttori di auto a guida autonoma; ci sono Esri, Cisco, Econolite, Kuharchik Construction, Gannett Fleming, Phoenix Contact, Royal Truck and Equipment. Non possiamo ancora dire con certezza se anche Waymo, Tesla e Uber prenderanno parte al gruppo, che intende far crescere il numero dei suoi membri e che ritiene che, nonostante gli incidenti tragici, non devono fermarsi lo sviluppo e l’implementazione delle auto a guida autonoma.

John Krafcik, amministratore delegato di Waymo, ha dichiarato che l’incidente di Uber lo ha portato a raddoppiare i suoi sforzi per questo tipo di veicoli. Nessuno scoraggiamento quindi, anzi. Sempre più voglia di accelerare e introdurre la grande tecnologia che potrebbe essere invece salvavita.

La Uber, nel frattempo, dopo aver abbandonato la Cina nel 2016 e parte della Russia l’anno scorso, ha lasciato anche il Sud-Est asiatico vendendo le sue attività locali alla concorrente Grab. Non è un totale abbandono, perché la società californiana otterrà in cambio il 27,5% del capitale dell’azienda rivale con sede a Singapore.

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