Torna ‘la truffa del pongo’ alle auto: come funziona

Purtroppo segnalato il ritorno in grande stile di questa truffa che ha ‘rubato’ diverse centinaia di euro ai più sfortunati

Torna la truffa del pongo alle auto, che altri chiamano anche truffa dello specchietto, dipende un po’ da come viene organizzata. Purtroppo si tratta di episodi che già conosciamo, i malviventi che cercano di accaparrarsi soldi con questi trucchetti sono attivi da anni nelle nostre città.

La Polizia locale ha segnalato di recente nuovi episodi in cui i furbetti cercano di truffare gli automobilisti meno fortunati e più ingenui. Di cosa stiamo parlando? Di recente sono state segnalate più truffe di questo tipo in Italia, come già avveniva alcuni anni fa. Come si svolgono? Succede che, mentre l’automobilista preso di mira transita a bordo della sua macchina, viene seguito da un’altra vettura che vuole a tutti costi farlo fermare. C’è chi, preso dal panico, scappa impaurito. Ma anche chi invece si lascia convincere, accosta e scende dall’auto.

In cosa consiste il grande raggiro? I truffatori fanno credere alla vittima di aver urtato un’altra macchina e di aver causato quindi un danno che, pur essendo contenuto, viene mostrato allo sfortunato automobilista. I malviventi infatti lanciano delle palline di pongo (da qui il nome dato a questa tipologia di truffa) oppure dei sassolini sulla macchina, simulando un danno proveniente dall’urto tra due veicoli. Chiaramente arrivano già preparati, mostrando graffi e bolli già presenti sulla carrozzeria o allo specchietto.

La vittima crede di aver toccato veramente l’altro veicolo e, quindi, si ferma per vedere cosa è successo. In quel momento scatta la truffa, i malviventi chiedono il risarcimento del danno, facendo credere di essere clementi, di non voler ‘mettere in mezzo’ assicurazione o Polizia. Sembra strano, ma purtroppo molti ci cascano e consegnano il denaro in contanti, per non avere rogne.

Nadia Ghiringhelli, comandante della Polizia locale di Vedano Olona, paese in cui si sono verificati gli ultimi episodi, ha spiegato: “Purtroppo i truffatori sono molto abili e in tanti ci cascano. Quello che non ci stanchiamo di ripetere è di non pagare mai, nemmeno se l’incidente potrebbe essere plausibile. Deve scattare immediatamente un meccanismo di sospetto, quasi sempre legittimo, e allora l’unica cosa da fare è chiamare la Polizia locale, o i Carabinieri. Spesso basta anche manifestare la volontà di chiamare o fare finta di telefonare. Se è una truffa il malintenzionato quasi sempre desiste e con una scusa si allontana”.

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