Thorel: ‘Assurdo penalizzare i diesel di ultima generazione’

Il Direttore Generale di Groupe PSA prende posizione riguardo ai blocchi alla circolazione dei diesel Euro 6

Abbiamo assistito nelle ultime settimane alle limitazioni al traffico estese ai veicoli alimentati a gasolio facenti parte della categoria diesel Euro 6. C’è chi non è d’accordo e inizia ad esprimere le sue preoccupazioni, tra questi anche Gaetano Thorel.

Nei giorni scorsi abbiamo infatti parlato del blocco alla circolazione previsto nella capitale, clamorosa decisione del Comune di Roma. Il 14 gennaio, visto il persistere degli elevati livelli di inquinamento nell’aria, è stata disposta la limitazione alla circolazione veicolare privata nella ZTL Fascia Verde per tutte le auto diesel da Euro 3 fino a Euro 6. Una decisione davvero storica, il blocco alla circolazione ha coinvolto infatti quasi un milione di veicoli privati.

Tante le reazioni arrivate dal mondo accademico e scientifico, oltre a quelle degli operatori del settore. Tutti sono allarmati perché l’approccio al problema dell’inquinamento, secondo Unrae: “Non punta ad ottenere una vera e concreta soluzione del problema dell’inquinamento atmosferico urbano, considerando che contestualmente al blocco dei diesel più moderni è stata permessa la libera circolazione in deroga di veicoli a benzina con oltre 20 anni d’età”.

Oggi anche il Direttore Generale di Groupe PSA Italia ha preso posizione riguardo ai provvedimenti di blocco alla circolazione e si è espresso come segue: “Credo sia il momento di fare chiarezza. La lotta all’inquinamento nelle nostre città deve essere affrontata in maniera seria e organica e non con provvedimenti locali estemporanei che, oltre a risultare inefficaci, creano parecchia confusione nei cittadini, nei clienti e anche nelle nostre Aziende sul territorio con evidenti rischi sulla forza lavoro. Chiarezza vuol dire affermare con forza che i veicoli Diesel di ultima generazione, quelli attualmente in vendita, hanno emissioni di particolato e di ossidi di azoto uguali ai veicoli benzina e prossimi allo zero e non devono essere penalizzati in alcun modo. Al contrario di molte vecchie auto a benzina, come le Euro 3, spesso erroneamente confuse come ecologiche, che non abbattono in maniera significativa le emissioni degli inquinanti“.

Thorel ha continuano poi dicendo: “È illogico, inoltre, adottare localmente normative in contrasto con quelle europee ed internazionali, frutto di studi ed analisi scientifiche accurate che certificano la piena idoneità a circolare ai veicoli Diesel Euro 6 di ultima generazione. In maniera altrettanto chiara, dobbiamo spiegare ai cittadini come gli unici veicoli in grado di garantire una mobilità a zero emissioni sono i 100% elettrici o gli ibridi plug-in ricaricabili, ovvero ‘con la spina’. Non, invece, soluzioni come gli ibridi non ricaricabili o Mild hybrid. Infatti, solo grazie alla presenza della spina (plug-in) per la ricarica della batteria di trazione, il veicolo è in grado di percorrere decine di chilometri in modalità elettrica e abbattere in maniera drastica le emissioni inquinanti”.

“Un distinguo che lo stesso Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti”, come ha detto Thorel “ha voluto mettere in evidenza, con una circolare dello scorso 3 dicembre 2019. In sostanza, sono stati introdotti tre Gruppi che indicano il livello di emissioni CO2 dei veicoli ibridi: Gruppo 1 ≤ 60 g/km (veicoli ibridi plug-in), Gruppo 2 tra 61 e 95 g/km (veicoli ibridi standard), Gruppo 3 ≥ 95 g/km (veicoli ibridi noti commercialmente come Micro hybrid e Mild hybrid)”.

E alla fine il Direttore Generale del Gruppo PSA ha sottolineato: “Invito quindi tutti gli attori che hanno a cuore una reale mobilità sostenibile, istituzioni, industria automotive, mondo della comunicazione, ad un maggior sforzo di approfondimento e confronto per garantire la chiarezza e la trasparenza ai consumatori italiani”. – Fonte Gruppo PSA Italia

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