I ‘furbetti’ italiani della targhe straniere: così evitano bollo e multe

Sempre più spesso Polizia e Carabinieri si trovano a dover sequestrare auto con targhe straniere circolanti in Italia. Nel 2017, la Stradale ne ha sanzionati 774: più della metà avevano targa romena.

Di questa pratica ne ha parlato anche Milena Gabanelli in un servizio sul Corriere.

Quello della targa estera è un espediente utilizzato sempre più spesso per circolare legalmente in Italia senza pagare il bollo, evitando i costi della revisione e anche le multe.

Una ”moda” nata grazie ai vantaggiosi contratti di leasing con società ubicate in Paesi dell’Est, come Romania e Bulgaria oppure tramite un contratto di gestione tra cittadino residente proprietario e un cittadino straniero che se ne intesta la gestione.

Grazie a costi assicurativi molto più bassi, noleggiare un’auto in Romania costa fino al 40% in meno e il bollo varia dai 30 ai 50 euro. Incrociate le dita perchè in caso di incidente il risarcimento medio delle assicurazioni di queste automobili con targa straniera è di 100 euro mentre in Italia è mediamente di quattromila euro.

Il Codice della Strada dispone che i veicoli immatricolati in paesi diversi dall’Italia e di proprietà di cittadini residenti in Italia possono circolare nel nostro territorio al massimo per un anno. Decorso tale periodo, gli automezzi con targa straniera devono essere immatricolati nuovamente con targa italiana. Se il proprietario non lo fa e viene ”pizzicato”, scatta il sequestro dell’auto e una multa fino a 335 euro.

La lotta contro i furbetti delle targhe straniere potrebbe prendere una piega positiva in futuro. L’Unione Europea si sta dotando di un sistema di interscambio informatizzato. Si chiama Eucaris e se oggi sono pochi i paesi che hanno aderito, in tempi brevi dovrebbero aderire tutti in Europa.

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