Targhe estere, i furbetti si nascondono dietro noleggio e leasing

Continua la lotta alle targhe estere e fioccano le multe, c’è chi comunque riesce ad aggirare il sistema

Il problema delle targhe estere che circolano in Italia continua ad essere attuale e a dover essere risolto.

Abbiamo già parlato infatti di questa situazione in differenti occasioni, stando a quanto disposto nell’articolo 93 del Codice della Strada, come modificato dal Decreto Dicurezza, “è vietato, a chi ha stabilito la residenza in Italia da oltre 60 giorni, circolare con un veicolo immatricolato all’estero”. E per questo motivo continuano a piovere multe anche molto salate.

Il motivo sta nel fatto che purtroppo, nonostante la Legge lo vieti, ci sono ancora moltissimi automobilisti furbetti che usano questa strategia malsana per poter non pagare l’assicurazione auto, il bollo e per eludere ogni controllo da parte del Fisco. Le multe sono in continuo aumento, nonostante gli italiani che continuano a usare auto con targa estera siano già stati decimati lo scorso dicembre, potrebbero tornare a essere tanti sfruttando le pieghe della norma stessa.

I vantaggi per chi abita in Italia e continua a circolare con targa straniera sono ovviamente innegabili, prima di tutto per quanto riguarda qualsiasi tipologia di multa. Infatti spesso non vengono notificate all’estero e la possibilità di essere fermati al momento dell’infrazione è molto rara quindi non si è quasi mai costretti a pagare subito. Queste vetture con targa estera poi si portano dietro una polizza assicurativa e un bollo auto a tariffe dell’Est molto basse, sappiamo che nel nostro Paese le polizze Rc Auto sono le più care d’Europa e lo stesso vale per le tasse sul possesso e i passaggi di proprietà dei veicoli. Oltretutto i furbetti delle targhe straniere sono praticamente invisibili al fisco italiano.

Il Decreto Sicurezza, come abbiamo visto, prevede “il divieto per i residenti in Italia da più di 60 giorni di guidare veicoli con targa estera, pena pesanti sanzioni tra cui la confisca del mezzo se entro 180 giorni dall’infrazione non lo si esporta definitivamente o non lo si reimmatricola con targa italiana”.

C’è un grande paradosso che si nasconde dietro la norma, che ha dei “difetti” che continuano ad essere sfruttati da chi non ne vuole sapere di regolarizzarsi. L’articolo 93 infatti prevede delle eccezioni, che riguardano “i veicoli concessi a noleggio a lungo termine o in leasing da operatori che hanno sede in altri Stati della Ue o del See, Spazio economico europeo”. Si tratta quindi di auto guidabili sulle strade italiane da utilizzatori che risiedono nel Bel Paese, senza alcun tipo di limitazione.

Ricordiamo che prima del Decreto Sicurezza l’articolo 132 del Codice vietava in ogni caso anche la permanenza di questi mezzi per più di un anno, così dissuadeva molti dal cercarsi una targa estera. Ora invece i furbetti sono in nuovo aumento, spinti a cercarsi un contratto di leasing o noleggio con un operatore dell’Est. Purtroppo tra le varie modifiche al Decreto Sicurezza di cui si sta discutendo, nessuna parla di questo e quindi si rischia di ricadere nella stessa situazione precedente alla stretta dello scorso dicembre.

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