“Supercar in seconda fila? Danno tradizione e lustro alla via”

L'incredibile affermazione di un possessore di supercar infiamma il pubblico degli automobilisti

“Parcheggiare in seconda fila nelle vie del centro? Una tradizione che dà lustro“. Con affermazioni del genere sta diventando un vero e proprio caso la lettera spedita da tale Duccio Pirella a Piero Colaprico, titolare della rubrica Posta Celere di Repubblica, rubrica nella quale s’era lasciato andare alcuni giorni prima ad alcune considerazioni tutt’altro che favorevoli sulla pessima abitudine dei parcheggi in doppia fila, specie con supercar nelle vie più esclusive delle grandi città come Milano. Ecco il testo della lettera.

“Gentile Colaprico, ebbene sì, lo confesso. Sono uno di quei loschi figuri che talvolta parcheggia in Montenapoleone (via del centro di Milano famosa per i suo i negozi di alta moda, ndr), in sosta “irregolare” – scrive Duccio – A volte il sabato vado a prendere un caffè da Cova e parcheggio la mia supercar davanti. Come me altri amici e appassionati. Non lo facciamo per avarizia, per non pagare il parking, ma perché è una sorta di tradizione che dà lustro alla via, fa sognare bambini e non, appassionati e meno appassionati”.

“Centinaia di cellulari scattano foto che vengono poi pubblicate sui social e video che finiscono su Youtube, le vetrine sfavillanti e le fantastiche supercar creano un’atmosfera particolare e incantata, tanto più che le auto non danno fastidio a nessuno e la sosta dura il tempo di un caffè e quattro chiacchiere – ha aggiunto il lettore – Non siamo neanche evasori, sono quasi tutte targhe italiane che pagano il superbollo, ci tengo a precisarlo”.

“I problemi di Milano sono altri, ne converrete. Se un sabato passa da quelle parti sarà un piacere per me offrirle un caffé“, ha quindi concluso il lettore.

Immancabile quanto velata di una certa ironia, la replica di Colaprico, che scrive di una “prospettiva rovesciata” e “gioco di prestigio” del suo lettore, capace di trasformare un parcheggio irregolare – non conta nemmeno con quale auto – in una via in una “allegra e consolidata concessionaria a cielo aperto, che scatena curiosità, divertimento e foto sui social”. Vista la lettera del lettore resta da capire quanto e se se l’ironia del giornalista sarà colta appieno…

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