Superbollo, nuova proposta di legge per abolirlo

Dalla sua introduzione il superbollo ha sempre destato malcontento, oggi si pensa ancora alla sua abolizione

Il superbollo è stato introdotto in seguito all’approvazione da parte del governo Monti nel 2011, per una categoria speciale di auto.

Si tratta infatti di quelle che hanno una potenza superiore ai 185 kW, che corrispondono a 251 Cv. I proprietari di queste vetture ogni anno devono pagare 20 euro per ogni kW che eccede dalla soglia suddetta. Quindi se per esempio un veicolo ha 200 kW, cioè 272 Cv, di potenza, allora oltre al bollo dovrà pagare anche 300 euro in più di superbollo. Infatti i 20 euro sono moltiplicati per i 15 kW di eccesso di potenza rispetto al livello massimo previsto dalla legge. Anche l’anzianità dell’auto è un fattore che influenza l’importo del superbollo, riducendolo al 60%, cioè 12 euro per ogni kW, se l’auto ha minimo 5 anni, al 30% se ne ha almeno 10 e infine al 15% se ha 15 anni o più. Se le vetture hanno più di 20 anni, allora non pagano il superbollo.

Si sono susseguite molte proposte di abolizione del superbollo in questi anni, ma nessuno dei vari governi che si sono succeduti ha mai preso davvero in seria considerazione l’ipotesi di modificare la disciplina che lo regolamenta. L’ultima possibilità è stata con la Legge Finanziaria, con cui sono state introdotte differenti novità nell’ambito del settore auto, tra le varie altre misure previste. Però non c’è stata alcuna riforma sulle norme che impongono il pagamento del superbollo.

La novità delle ultime ore però è che il deputato della Lega Riccardo Augusto Marchetti ha presentato alla Camera una nuova proposta di legge che prevede l’abolizione del superbollo. Il motivo dichiarato è che, secondo quanto previsto, questa tassa avrebbe dovuto generare entrate superiori ai 160 milioni di euro. Quello che è successo in realtà invece si può tradurre solo in una grande perdita, sia ai fini del bollo auto che in termini di minor gettito Iva. La conseguenza principale del superbollo auto è che sono diminuite le vendite di alcuni tipi di vetture e quindi gli introiti nelle casse dello Stato ovviamente sono minori. Questo comporta anche un danno per le Case automobilistiche e sull’intero indotto. Marchetti propone quindi l’abolizione del superbollo perché, a conti fatti, ha prodotto più svantaggi che benefici per tutti.

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