Subaru, problemi al sistema frenante: richiamo per 100mila vetture

Continua lo scandalo delle certificazioni irregolari sui controlli di qualità di Subaru, già scoppiato lo scorso anno in Giappone

Continuano i richiami a danno di Case automobilistiche e motociclistiche a causa di problemi delle componenti.

Abbiamo appena assistito a quello che ha coinvolto Toyota, che ha ritirato almeno un milione e 600 mila vetture a causa di airbag difettosi, non era la prima volta per il brand e tra l’altro nel giro di poche settimane. In Europa i veicoli interessati erano circa 946mila, soprattutto per i modelli Avensis e Corolla. Anche il mese scorso la Casa aveva comunicato di aver individuato problemi alle vetture con motore ibrido, ordinando il richiamo di 2.4 milioni di auto e ancora, il mese prima, lo aveva fatto per anomalie che riguardavano la possibilità di cortocircuiti sempre nei modelli con motori a basse emissioni.

Non solo auto ma anche moto nel mirino, come abbiamo appena visto per Harley Davidson, che ha annunciato il richiamo a livello mondiale di circa 238.300 motocicli, a causa di un problema nella frizione. Una manovra che è costata circa 35 milioni di dollari alla Casa e che riguarda tutti i modelli 2017 e 2018 Touring, Trike e Cvo Touring e anche alcuni Softail 2017. Tra l’altro purtroppo c’è da dire che è il quarto richiamo in 5 anni per lo stesso problema alla frizione di queste note motociclette.

E oggi la storia continua e a pagare è invece Subaru, che deve richiamare altre 100mila auto perché pare essere stato accertato che ci siano problemi al sistema frenante delle macchine della Casa. Questo provvedimento riguarda 9 modelli che sono stati costruiti tra il 9 gennaio e il 26 ottobre 2018, tra cui ci sono Subaru Impreza e la Brz, che è la sportiva che Subaru realizza per Toyota. L’impatto economico di questa decisione sarà di 6.5 miliardi di yen, questo è quanto dichiarato dalla Casa, che equivale a circa 50 milioni di euro.

Anche Subaru non è la prima volta che si trova in una situazione di questo tipo, e il recente richiamo porta il totale dei veicoli ritirati a causa di false certificazioni sui controlli di qualità ad una cifra che raggiunge le 530mila unità, contate dal 2017 ad oggi. Subaru ha inoltre visto al ribasso le previsioni sugli utili per l’intero anno fiscale a 167 miliardi di yen, a causa dei costi per le modifiche che dovrà apportare e al calo delle vendite. Continua quindi lo scandalo delle certificazioni irregolari di Subaru, già scoppiato lo scorso anno in Giappone.

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