Nome su patente e libretto: quando si rischia la supermulta

Facciamo chiarezza su una norma che ha creato non pochi allarmismi tra chi guida

Quando le novità riportano a galla vecchie paure. E’ notizia di pochi giorni fa la fornitura di un’app specifica alla Polizia Stradale italiana con la quale sarà possibile fare controlli anche incrociati su patente e libretto. La circostanza ha immediatamente riportato l’attenzione su una norma che prevede, in alcuni casi, che il nome  riportato sulla patente e quello  sul libretto di circolazione coincidano, pena una multa che va da un minimo di 705 ad un massimo di 3526 euro.

Letta così, la norma potrebbe portare ad un facile allarmismo ma è in realtà indirizzata ad alcune categorie ben precise e con un obbiettivo altrettanto chiaro. Innanzitutto riguarda soprattutto le società di autonoleggio, i veicoli in comodato, quelli di proprietà di minorenni non emancipati ed interdetti, quelli messi a disposizione della pubblica amministrazione a seguito di una pronuncia giudiziaria. Bisogna poi ricordare che l’intestazione temporanea del libretto ad una persona fisica o giuridica non proprietaria dell’auto è obbligatoria se l’auto stessa è messa a disposizione per più di 30 giorni consecutivi con uso esclusivo, personale gratuito del mezzo, in pratica con un contratto di comodato gratuito.

La norma è stata emanata soprattutto per chiarire due situazioni, come ricordato da Maurizio Vitelli, direttore generale della Motorizzazione: “Da un lato era necessario individuare uno strumento che permettesse l’identificazione certa del soggetto responsabile della vettura circolante e di eventuali violazioni al Codice della strada – ha spiegato Vitelli – Dall’altro si voleva contrastare l’uso prolungato e illegittimo di certi comodati e il fenomeno delle intestazioni fittizie“.

Chi sia entrato a far parte delle sopracitate categorie solo ma solo dopo l’entrata in vigore della norma il 3 novembre 2014 (norma che quindi non è quindi retroattiva), è obbligato ad aggiornare il libretto. Come farlo? Recandosi agli sportelli del Dipartimento dei Trasporti della Motorizzazione e aggiornando la carta di circolazione pagando 25 euro, 9 per i diritti di motorizzazione e 16 per l’imposta di bollo. Ricordiamo peraltro che nel caso di comodato di veicoli aziendali, il nome non va annotato sul libretto ma solo registrato alla Motorizzazione (ecco un caso in cui l’app ‘Libretto e circolazione’ dovrebbe tornare utile alla Polizia) e non è obbligatorio tenere a bordo la ricevuta della registrazione stessa.

A questo punto, è anche chiaro chi non rischia di incorrere nelle multe ovvero, in primis, i membri dello stesso nucleo familiare che siano conviventi come marito, moglie, figli ed altri eventuali parenti. Lo stesso dicasi per il prestito dell’auto ad un amico, visto che non si tratta di un caso assimilabile al contratto di comodato gratuito. In questi casi resta il dubbio di come dimostrare la parentela o l’amicizia ma, purtroppo, nella stesura della legge non ci sono indicazioni a riguardo.

Per finire, altri casi di esclusione dall’obbligo di coincidenza del nome su patente e libretto riguardano chi usufruisce a livello aziendale di fringe benefit, con utilizzo promiscuo dell’auto da parte di più dipendenti, chi effettua attività di autotrasporto con licenza come tassisti o guidatori di autobus e chi è iscritto all’albo degli autotrasportatori.

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