Spostamenti tra regioni: previsti divieti nelle regioni a rischio

Il nuovo Dpcm farà leva su qualche misura come la limitazione agli spostamenti interregionali

*aggiornamento 4 novembre* Con l’entrata in vigore del nuovo Dpcm, l’Italia sarà suddivisa in tre diverse zone di rischio epidemiologico: quelle gialle, quelle arancioni e quelle rosse. Nelle aree ad alto rischio, quelle rosse (Lombardia, Piemonte e Calabria), sarà vietato ogni spostamento in entrata e uscita dai territori, dunque a livello comunale e provinciale. Leggi qui l’articolo sul nuovo Dpcm

*aggiornamento 2 novembre* Il premier Giuseppe Conte intervenuto alla Camera ha spiegato che, con il nuovo DPCM in uscita nelle prossime ore, si cercherà di diversificare le misure tra zone rosse e il resto del Paese. Tra i provvedimenti anche quello relativo al limite negli spostamenti che potrebbe cambiare a seconda del territorio. Il Governo sembra così intenzionato ad introdurre un coprifuoco, stabilendo che dopo una certa fascia oraria gli spostamenti dovranno essere limitati ai casi di stretta necessità. “Introdurremo il limite agli spostamenti da e verso le regioni con elevati coefficienti di rischio salvo esigenze di lavoro, studio e salute“, ha dichiarato Giuseppe Conte.

*aggiornamento 2 novembre* E’ in arrivo nelle prossime ore un nuovo Dpcm del Governo — che il premier Giuseppe Conte dovrebbe firmare tra lunedì e martedì. Il nuovo testo dovrebbe contenere anche limitazioni per quanto riguarda gli spostamentio tra regioni che fino ad oggi non erano vietate.

”Il nuovo Dpcm farà leva su qualche misura come la limitazione agli spostamenti interregionali se non per ragioni indifferibili, di salute o di lavoro”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli e a Che tempo che fa su Rai Tre. Locatelli ha assicurato che il provvedimento ”andrà nella direzione del principio di proporzionalità e ragionevolezza che ha guidato le scelte fino ad ora”.

*aggiornamento sabato 31 ottobre* Al fine di scongiurare l’eventualità di un nuovo lockdown nazionale, già nelle prossime ore, potrebbero scattare nuove restrizioni per gli spostamenti tra Regioni con relativa istituzione di “zone rosse” locali. La decisione spetterà ai governatori regionali che, mediante ordinanze mirate, potranno scegliere le misure da adottare per il territorio di competenza. Le Regioni a rischio “zona rossa” sono quelle in cui il valore Rt è maggiore di 1,5. In riferimento all’ultimo monitoraggio, si tratta di Veneto, Calabria, Toscana, Lombardia, Lazio, Liguria, Puglia, Umbria, Campania e Molise.

venerdì 30 ottobre – È entrato in vigore nei giorni scorsi il nuovo Decreto che prevede delle misure aggiuntive volte a contenere la diffusione del Coronavirus che purtroppo, soprattutto in alcune regioni in particolare, sta mettendo ancora in ginocchio la situazione sanitaria.

È bene ricordare che il Dpcm contiene sia delle raccomandazioni, il non rispetto delle quali non genera alcuna sanzione, sia dei divieti, contravvenendo ai quali invece ovviamente si rischiano delle multe, più o meno salate in base alla gravità del comportamento e alle decisioni prese dall’Esecutivo e dalle Forze dell’Ordine. Prendiamo in esempio feste private e spostamenti tra differenti regioni e comuni, argomenti che ci interessano parecchio, vista anche la chiusura di bar e ristoranti alle 18.

Si tratta di comportamenti sconsigliati, ma non vietati. Il capo di gabinetto del Viminale Bruno Frattasi lo ha appena ribadito con una direttiva rivolta alle Forze dell’Ordine. In effetti si legge: “A beneficio dell’attività degli organi accertatori, le previsioni del Dpcm esplicitate in forma di raccomandazione non determinano, nel caso di comportamenti difformi, l’irrogazione di sanzioni”. (leggi qui la nota ufficiale del Viminale)

Non c’è quindi alcun divieto di spostamento che i cittadini devono obbligatoriamente rispettare per non rischiare multe, viene semplicemente chiesto a tutti di adottare in via generale “un principio di massima cautela”. Questo vuole dire che bisogna prestare attenzione e evitare, quando possibile, di ricevere ospiti che non convivono presso la stessa abitazione e di “non spostarsi, con mezzi di trasporto, pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi”.

Dopo le raccomandazioni, è la volta di pensare ai divieti, chi non li rispetta infatti rischia multe. In Campania, Lazio, Sicilia, Lombardia e Calabria è stato istituito il coprifuoco, alcune attività sono state totalmente chiuse con il nuovo Decreto, come palestre, piscine e centri benessere, altre parzialmente, come bar e ristoranti, che devono assolutamente rispettare l’orario di chiusura alle ore 18.00.

Chiaramente, come già abbiamo detto in apertura e come tutti gli italiani sanno, i divieti non sono come le raccomandazioni e quindi, come tali, ogni violazione viene punita con una sanzione. Le multe per i trasgressori vanno da un minimo di 400 a un massimo di 3.000 euro per la violazione del coprifuoco e fino a 1.000 euro con sospensione dell’attività (decisione delle Forze dell’Ordine) per chi invece non chiude agli orari stabiliti (o totalmente).

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