Distrazione alla guida: ecco cosa potrà fare la Polizia

La distrazione alla guida causata dall’uso improprio dello smartphone è uno dei principali motivi che provoca incidenti stradali. Basti pensare che scrivere un messaggio o guardare un social network sul proprio smartphone per almeno 10 secondi durante la guida significa percorrere bendati almeno 110 metri ad una velocità di 40 km/h.

Secondo l’articolo 173 del nuovo codice della strada, gli automobilisti sorpresi alla guida al cellulare rischiano una sanzione amministrativa che va dai 161 ai 647 euro. Questo vale anche nei casi in cui il guidatore sia fermo allo stop o al semaforo, considerando che in queste situazioni l’auto non si trova in sosta, ma è in marcia.

Il controllo della Polizia potrà andare oltre in Friuli Venezia Giulia. In caso di incidenti stradali gravi, con feriti o morti, gli organi di Polizia potranno verificare telefonini o altri dispositivi di comunicazione presenti all’interno dei veicoli coinvolti nel sinistro per stabilire se questo è stato provocato dal loro utilizzo, con tutte le conseguenze penali e civili che ne derivano.

L’indicazione, si legge sul quotidiano di informazione giuridica dirittoegiustizia.it, arriva dalla Procura di Pordenone che ha emanato la direttiva numero 4414 del 26 giugno 2018 che per il momento sarà seguita in tutto il Friuli-Venezia Giulia ma non è da escludere che tale direttiva venga estesa in altre regioni d’Italia.

L’autista coinvolto in un grave incidente stradale – scrive il quotidiano giuridico – dovrà prontamente collaborare con gli organi di polizia esibendo cellulari, tablet e ogni altro dispositivo reperibile nell’abitacolo, per consentire nell’immediatezza di verificare eventuali interferenze con la condotta di guida. E per chi si rifiuta o nasconderà il telefonino, scatterà la perquisizione personale con il sequestro dell’apparato“.

La Polizia potrà condurre accertamenti sui dispositivi mobili per verificare se l’automobilista stesse telefonando a qualcuno, inviando un sms, leggendo chat su WhatsApp nei momenti precedenti al sinistro. Per chi si rifiuta scatterà la perquisizione personale con il sequestro dell’apparato.

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