Scandalo emissioni, perquisizioni anche alla Renault

Secondo la DGEC la procedura non avrebbe però evidenziato alcun software truccato

Gli agenti della divisione anti frode della polizia francese hanno effettuato una serie di perquisizioni in alcuni impianti produttivi della Renault.

Lo fa sapere il sindacato Cgt. Secondo le prime informazioni, l’ipotesi investigativa è che anche alcuni motori diesel Renault siano equipaggiati con un software che consente di eludere i controlli sulle emissioni, come quello alla base dello scandalo che ha investito Volkswagen.

Le forze dell’ordine, aggiunge il sindacato, hanno sequestrato numerosi personal computer ai dirigenti.

In seguito all’esplosione del caso Volkswagen, Renault aveva promesso di investire 50 milioni di euro per far sì che i livelli di emissione effettivi delle sue auto fossero in linea con quelli registrati durante i test.

Al momento la  DGEC (la Direction Générale de l’Energie et du Climat), interlocutrice pilota della Commissione tecnica indipendente per conto del ministero francese dell’Ecologia, avrebbe fatto sapere che la procedura in corso “non evidenzierebbe la presenza di un software truccato sui veicoli Renault” e poco dopo anche il il Ministro dell’ambiente francese Segolene Royal ha fornito ulteriori rassicurazioni: “Non esiste alcuna frode suii motori renault: azionisti e dipendenti possono stare tranquilli”.

Nel frattempo, però, in seguito alla diffusione della notizia e delle indiscrezioni negative, il titolo Renault ha perso oltre il 20% in Borsa.

© Italiaonline S.p.A. 2019Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

MOTORI Scandalo emissioni, perquisizioni anche alla Renault