Patente, in Lombardia e Piemonte ripartono gli esami di guida

Con il passaggio da zona rossa a zona arancione, i patentandi potranno finalmente concludere il loro percorso formativo

Il “cambio colore” decretato questi giorni dal Governo per alcune regioni del nord Italia inciderà in maniera profonda tanto sulla vita dei cittadini, quanto su quella delle attività commerciali. Con il passaggio dal rosso all’arancione, infatti, potranno riaprire i loro battenti ristoranti e bar, oltre a negozi di ogni genere. Non solo: anche le scuole guida potranno tornare alla loro normale attività.

Per gestori e docenti di scuole guida del Piemonte e della Lombardia (ma non ancora per quelle della Calabria, nonosante anche qui si sia passati dal colore rosso a quello arancione) sarà dunque possibile tornare a effettuare lezioni “pratiche” e non solo. Come annunciato da Confarca, la confederazione italiana che rappresenta le scuole guida del nostro Paese, in queste due regioni i patentandi potranno finalmente fare l’esame pratico di guida e, in caso di esito positivo, ottenere la tanto agognata patente. Vero che il Governo aveva prorogato la scadenza dei fogli rosa nel periodo di emergenza, ma sempre meglio concludere il percorso il prima possibile.

Con il cambio da zona rossa a zona arancione, la Motorizzazione civile della Lombardia e del Piemonte hanno così comunicato la ripresa degli esami pratici, mentre si attende che lo stesso provvedimento venga adottato anche dalle autorità della Regione Calabria. “A partire da lunedì 30 novembre – dice Paolo Colangelo, presidente della confederazione – si potranno riprendere le prove pratiche di guida. Ci auguriamo che lo stesso provvedimento venga adottato tempestivamente anche per la Calabria”.

Probabile che già dalla mattinata di domani i rappresentanti delle scuole guida di Piemonte e Lombardia concordino con le varie sedi territoriali della motorizzazione civile le prime date utili per sostenere gli esami, per poi comunicarle ai patentandi in attesa ormai da diverse settimane.

Questa novità, che riguarda solamente due delle tre regioni tornate a essere “area arancione”, non deve però far abbassare la guardia sul grave stato di crisi economica che rischia di strangolare l’intero settore. Come denunciato già nei giorni scorsi dall’Unesca, i titolari delle scuole guida sono esclusi dai vari decreti ristoro emanati sinora, in quanto ancora formalmente aperte. “La categoria con i mini-lockdown – conclude il presidente Confarca Colangelo – sta rivivendo l’incubo della scorsa primavera, senza avere neanche diritto a ristori economici, poiché nell’attuale Dl non è previsto il nostro codice Ateco”.

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