Codice della strada 2021, le modifiche allo studio della Camera

La commissione Trasporti della Camera dei Deputati sta discutendo le norme stralciate dal Decreto Semplificazioni

Quella che era stata annunciata come una riforma campale del Codice della Strada alla fine si è rivelata essere una mini-riforma. Complice anche l’intervento del Capo dello Stato Sergio Mattarella, la maggioranza di Governo ha preferito eliminare gran parte delle novità annunciate nei mesi passati dal Decreto Semplificazioni e riportare la discussione all’interno della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati.

Questo non vuol dire, ovviamente, che tutto è stato rinviato a data da destinarsi. Alcune misure, anche di grande rilevanza, sono state infatte lasciate all’interno del Decreto approvato a settembre e pubblicato in Gazzetta Ufficiale a metà settembre. In particolare, gli articoli contenuti nella Legge 120 del 2020 si concentrano sui cosiddetti utenti vulnerabili della strada (pedoni prima di tutto, ma anche ciclisti, motociclisti e conducenti di ciclomotori) e sull’istituzione di strade e corsie ciclabili e sulla possibilità, per i comuni, di istituire il doppio senso ciclabile.

Le novità maggiori, però, sono state “riservate” per la riforma del Codice della Strada 2021, ora in fase di dibattito in Commissione Trasporti. La legge che il Parlamento dovrebbe approvare consta di 10 articoli contenenti 80 interventi che incideranno su 60 articoli dell’odierno CdS. Una delle novità più discusse (e maggiormente criticate) riguarda la durata del semaforo arancione: se la riforma dovesse passare, la luce arancione non potrebbe durare meno di tre secondi. Ma non è l’unica.

Nella riforma del Codice della Strada 2021, infatti, dovrebbe essere incluso l’inasprimento delle sanzioni per chi si fa trovare a guidare mentre utilizza lo smartphone, il tablet o il computer. In caso di prima violazione, il conducente rischia una multa da 422 euro a 1.697 euro, sospensione della patente da 7 giorni a due mesi e decurtazione di 5 punti della patente. Per i recidivi entro due anni la multa sale fino a 2.588 euro, la sospensione della patente fino a tre mesi e una decurtazione di ben 10 punti sulla patente.

Con l’approvazione della riforma del Codice della Strada cambieranno anche le modalità di controllo per accertarsi che il conducente non si trovi al volante sotto l’effetto di alcol o droghe. Le forze dell’ordine, infatti, potranno procedere al prelievo salivare in luogo di quello di mucosa del cavo orale. Infine, tra le novità di maggior peso troviamo anche il nuovo limite di velocità in autostrada: se l’infrastruttura lo consente, gli automobilisti potranno spingersi fino a 150 chilometri orari.

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