Ricarica auto elettriche a rischio in Gran Bretagna

La rete deve essere rafforzata, altrimenti l’intero Paese rischia un black-out totale

La tenuta della rete di distribuzione di corrente elettrica in Gran Bretagna è messa a rischio dalla ricarica di milioni di veicoli a zero emissioni in contemporanea, il pericolo di black-out in alcune parti del Regno Unito infatti sarebbe molto alto.

Il presidente della Commissione Trasporti della Camera dei Comuni Huw Merriman ha lanciato l’allarme illustrando anche quello che potrebbe succedere a seguito di una rapida espansione di auto e veicoli elettrici nel Paese, che infatti ha già deciso di eliminare progressivamente tutti i mezzi con motore a combustione, facendoli ‘sparire’ entro il 2030.

È stato elaborato un rapporto a tale proposito, che sottolinea quanto le abitudini dei consumatori debbano cambiare per poter affrontare il passaggio alla mobilità completamente elettrica, ed è assolutamente necessario anche rafforzare la rete di distribuzione di corrente, per poter supportare la ricarica contemporanea di milioni di veicoli a zero emissioni, per evitare possibili black-out in alcune aree del Paese.

Ancora troppi inoltre i dubbi su quelli che sono i piani del governo per agevolare la costruzione di un’ottima rete di ricarica per i veicoli elettrici (ancora scarsa oggi, come in Italia). Si teme anche che i benefici della mobilità elettrica possano andare a favore solo di alcune fasce di popolazione; gli automobilisti residenti in aree rurali o remote non devono essere penalizzati. Le operazioni di ricarica di veicoli elettrici dovrebbero essere semplici, economiche e comode per tutti, a prescindere dal luogo in cui vivono o altri fattori. Serve oltretutto un quadro normativo chiaro, richiesto infatti dai parlamentari per agevolare gli investimenti necessari alla costruzione di infrastrutture di ricarica.

Entro fine anno il governo dovrebbe presentare la sua strategia per le infrastrutture, che andrà a far parte delle politiche per la decarbonizzazione dei trasporti. Il Paese collabora con l’autorità di vigilanza del settore energetico Ofgem per accelerare gli investimenti e il lavoro in corso.

Focus anche sulle tariffe energetiche, la commissione sottolinea quanto sia fondamentale proteggere i consumatori dall’eccesso di oneri e sistemi tariffari, chiedendo un sistema più equo e un rifornimento su strada più economico. Anche questo potrebbe servire ad evitare i black-out, si spinge verso la creazione di tariffe in grado di incentivare ricariche più frequenti, ma nei momenti in cui la rete può soddisfare la domanda, come di notte.

La città di Milano, durante il mese di giugno, ha subito diversi black-out elettrici, che hanno acceso il campanello d’allarme anche in Gran Bretagna sulla capacità delle infrastrutture di supportare questi fabbisogni energetici. La ragione dei problemi nati nel capoluogo lombardo riguarda l’accensione di migliaia di condizionatori in contemporanea. Le alte temperature hanno infatti portato a un aumento dei consumi di energia in città. Il gestore dell’infrastruttura Unareti ha spiegato: “Per superare i disservizi che possono verificarsi in presenza di aumenti di carico sulla rete, sono necessari ingenti investimenti che richiedono tempi lunghi per poter essere portati a termine”.

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