Riapre lo storico circuito italiano più veloce del mondo

Dopo la ristrutturazione durata sette mesi riaprono la storica Pista Circolare e la Pista Dinamica di Porsche

Riaprono le due piste storiche salentine di proprietà di Porsche caratterizzate da saliscendi, curve e scollinamenti spettacolari.

L’impianto con vista sul mare del Salento è stato fondato nel 1975 e oggi ospita in tutto 20 piste che vengono usate per i testi di sviluppo dei prototipi, molto importanti e preziosi. Oggi è stato ristrutturato e continua ad attrezzarsi per stare al passo con la mobilità del futuro che si fonda su tre pilastri fondamentali, le auto connesse, la tecnologia di guida autonoma e i veicoli a zero emissioni, con motorizzazione elettrica. E su questi punti importanti si fonda oggi il Nardò Technical Center, che dal 2012 è stato acquistato da Porsche Engineering Group e che vuole diventare il più importante polo di riferimento in Italia, ma non solo.

La società ha investito 35 milioni di euro nell’ultimo anno per poter riaprire le piste, innalzando gli standard di sicurezza, inserendo un nuovo guard-rail brevettato in Germania, e rispondendo alle esigenze sempre più sfaccettate delle Case automobilistiche.

La Pista Circolare ha un diametro di quattro km e cinque corsie, una di sicurezza. Non veniva riasfaltata dal 1987 e ha un’inclinazione che arriva fino al 22.5%, permette così di provare auto che arrivano fino a 260 km/h di velocità, senza aver bisogno di correggere la traiettoria. Grazie ad un macchinario speciale oggi è stato possibile asfaltare la pista. Si tratta di un sistema unico, esistono solo due di queste macchine in tutto il mondo, che ha permesso di limitare al minimo dislivelli e imperfezioni.

Gli interventi hanno incluso anche 91 km di posa di cavi in fibra ottica, tutto è stato studiato anche per le moderne vetture connesse e a guida autonoma. Oltre alla fibra ottica sono stati inseriti anche 26 km di cavi elettrici e 3.125 camion d’asfalto per la posa di 420.000 metri quadri di superficie bituminosa.

Malte Radmann, Presidente del Cda del Ntc e direttore generale di Porsche Engineering Group, ha spiegato: “Questo è il primo passo di un necessario e importante sviluppo del Nardò Technical Center. L’e-mobility e la tecnologia connessa stanno rapidamente cambiando l’industria dell’auto, quindi non dobbiamo solo aver un bell’asfalto, ma anche infrastrutture, tecnologie e telecomunicazioni adatte a testare i nuovi mezzi. Nardò sta entrando in un futuro assolutamente positivo”.

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