Prestito a FCA, ok da Intesa San Paolo con garanzia pubblica

Il prestito è dedicato alle attività italiane del Gruppo e serve per ripartire dopo il lockdown

Intesa Sanpaolo concede il prestito a FCA di 6.3 miliardi di euro, richiesti per poter ripartire dopo il faticoso periodo di lockdown causato dal Coronavirus. Il denaro ottenuto serve alle attività italiane del Gruppo.

In questo modo FCA potrà pagare dipendenti e fornitori e mettere in sicurezza la realizzazione degli investimenti, soprattutto quelli che riguardano lo sviluppo e l’elettrificazione dei nuovi modelli. Il consiglio di amministrazione di Intesa Sanpaolo ha approvato il finanziamento, la motivazione è chiara: ritiene che sia davvero importante e necessario per l’intera filiera italiana dell’automotive, che si trova in crisi profonda da settimane ormai.

Non appena arriverà la garanzia pubblica riconosciuta da SACE, pari all’80% dell’ammontare, e una volta completato l’iter contrattuale con FCa Italy, allora sarà efficace la delibera. Si tratta di una garanzia che dovrà rientrare in un decreto del Mef, che sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dopo l’approvazione da parte della Corte dei Conti, questo è quanto prevede il Decreto Liquidità.

Intesa Sanpaolo ha definito un meccanismo innovativo che serve a garantire il rispetto degli impegni assunti, dopo lo scandalo scatenato alcuni giorni fa, che prevede l’utilizzo di conti correnti dedicati per pagare i fornitori, supportare gli investimenti e retribuire i dipendenti, solo in questo modo si dimostra il grande sostegno che si intende dare alla filiera. Saranno infatti “rilevanti le ricadute in termini di occupazione, investimenti e innovazione sostenibile” di questo intervento.

La filiera dell’automotive in Italia è formata da tante aziende fornitrici di piccole e medie dimensioni, in questa fase di ripartenza totale dell’economia del Paese, sono aziende decisamente importanti, potranno infatti “agire da volano anche in chiave più ampia per affrontare il difficile contesto generato all’epidemia Covid-19”. Fiom sostiene che “in tutta Europa i principali governi stanno intervenendo per mettere in sicurezza l’industria dell’automotive”, chiede al Governo “di convocare un incontro con i sindacati sul futuro occupazionale di FCA e di farsi promotore di un piano presso l’Unione Europea e in particolare con il Governo francese sul settore della mobilità”.

“Si tratta di un momento storico – dichiara Fiom – lo Stato non lasci soli le lavoratrici e i lavoratori del settore”. Sul piano politico c’è qualche dubbio, Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati, sostiene che “è una sconfitta della linea portata avanti nella maggioranza dal Movimento 5 Stelle e dalla sinistra radicale”, Fabio Rampelli di FdI chiede al Governo di “non firmare nessuna cambiale in bianco”. (Fonte ANSA)

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