Presagi oscuri sulla Lancia: che fine farà lo storico marchio?

Il piano 2014-2018 di Marchionne mette ai margini il marchio torinese

Nei giorni precedenti alla presentazione del piano industriale Fiat-Chrysler 2014/2018 s’era molto parlato della possibilità dell’Alfa Romeo di venire sostanzialmente scorporata dal gruppo italo-torinese, magari per essere venduta in futuro: se almeno gli indizi di una maggiore autonomia del marchio di Arese sembrano confermati anche se in un contesto di tentativo di rilancio, un altro storico brand italiano del gruppo sembra destinata da un futuro ben più oscuro, ovvero la Lancia.

Nella piano, infatti, si sono spese poche parole per la casa nata a Torino oltre cent’anni fa: nel comunicato dell’Investor Day 2014, infatti, si parla solo della necessità di "riorganizzare la rete di vendita coerentemente con la trasformazione un marchio totalmente italiano".

Parole non beneaguranti, specie se si considera che le previsioni di vendita dei brand Lancia, Chrysler, Dodge e Ram in zona EMEA, ovvero Europa, Medio Oriente e Africa, sono state calcolate al ribasso, dalle 100mila unità vendute nel 2014 alle 80mila del 2018.

Nessuna novità nemmeno a livello di nuovi modelli, rimasti a quelli del periodo 2012-2016: addirittura, le poche novità potrebbero esser "dirottate" alla Chrysler, come il Crossover di segmento D e il nuovo Voyager.

Alla fine, per il mercato italiano potrebbe restare solo la Lancia Ypsilon, prodotta in Italia e venduta anche qualche altro Pese europeo. Le prospettive, insomma, paiono essere decisamente negative e c’è già chi azzarda "tristi" paragoni con il declino e la fine dell’Autobianchi, acquistata dalla Fiat nel 1968 e chiusa nel 1995.

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