Carabinieri lo fermano in bici: la scoperta lascia di stucco

E' successo nel bolognese, l'uomo andava sulla sua bici con un'andatura irregolare.

Se non fosse una storia vera, potrebbe sembrare la scena tratta da un film comico. Come riporta il Resto del Carlino, lo scorso week-end lungo la via Emilia a Ozzano dell’Emilia nel Bolognese, un uomo è stato sorpreso dai Carabinieri mentre in sella alla sua E-bike procedeva a zig-zag per la strada faticando a mantenere una traiettoria regolare.

Questa andatura poco lineare ha insospettito i Carabinieri che hanno notato il ciclista e lo hanno fermato. Durante il controllo i militari non solo hanno scoperto che non aveva la patente, ritirata per alcuni precedenti di polizia, ma che nella borraccia non c’era acqua bensì del vino rosso!

Sottoposto ad alcoltest, il 41enne è risultato evidentemente ubriaco, con un tasso alcolemico di 1,61 grammi per litro, tre volte oltre il limite di legge.

Limiti e sanzioni in caso di alcotest

E’ utile ricordare che per l’esito di un alcoltest da 0,51 a 0,8 g/l (grammi di alcol per litro di sangue) non ci sono sanzioni penali. Si tratta di un semplice illecito amministrativo, punito con la sanzione pecuniaria di 531 euro oltre alla decurtazione di 10 punti dalla patente, e con sospensione della stessa patente da 3 a 6 mesi. In tal caso non ci sono procedimenti penali e si riceve un semplice verbale a casa, al pari di una comune multa per eccesso di velocità.

Da 0,81 a 1,5 g/l si passa invece al penale, ma la sanzione è lieve e comporta un’ammenda da 800 a 3.200 euro, decurtazione di 10 punti e sospensione della patente da 6 mesi a un anno. Se il tasso alcolemico va da 1,5 g/l in su scatta la sanzione penale più severa: ammenda da 1.500 a 6mila euro, decurtazione di 10 punti, sospensione della patente da 1 a 2 anni e confisca dell’auto.

Chi rifiuta di sottoporsi all’alcoltest viene sanzionato allo stesso modo di chi viene trovato con un tasso di alcol superiore a 1,5 g/l .

E-bike e Codice della Strada

Per quanto riguarda le norme di comportamento per la circolazione delle bici assistite sono disciplinate da diversi articoli del Codice della Strada.

L’articolo 50 del Codice della Strada equipara innanzitutto la bicicletta a pedalata assistita alla bici tradizionale. L’articolo, infatti, recita: “I velocipedi sono i veicoli con due ruote o più ruote funzionanti a propulsione esclusivamente muscolare, per mezzo di pedali o di analoghi dispositivi, azionati dalle persone che si trovano sul veicolo. Sono altresì considerati velocipedi le biciclette a pedalata assistita, dotate di un motore ausiliario elettrico avente potenza nominale continua massima di 0,25 kw, la cui alimentazione è progressivamente ridotta ed infine interrotta quando il veicolo raggiunge i 25 km/h o prima se il ciclista smette di pedalare”.

Le bici elettriche possono circolare sulle piste ciclabili e, se non sono presenti piste ciclabili, sulla carreggiata stradale, ma non sui marciapiedi. A proposito di strade ciclabili, con la riforma del Codice della Strada sono state introdotte nuove tipologie di strade e corsie, in aggiunta alle tradizionali piste.

L’art. 2, ad esempio, individua una nuova tipologia di strada: la Strada Urbana Ciclabile. Si tratta di “una strada urbana ad unica carreggiata, con banchine pavimentate e marciapiedi, con limite di velocità non superiore a 30 km/h, definita da apposita segnaletica verticale ed orizzontale, con priorità per i velocipedi”. Compete ai singoli Comuni, con un’apposita ordinanza, individuare dove introdurre questa innovazione e apporre la relativa segnaletica. L’articolo 3, invece, introduce e disciplina le corsie ciclabili e le corsie ciclabili con doppio senso ciclabile.

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