Pedemontana, pochi mezzi e uno su quattro non paga

Il traffico di auto sull’autostrada Pedemontana nel periodo gennaio-settembre 2016 è stato il 59% in meno rispetto a quanto previsto dal piano economico finanziario 2014 dell’opera.

Ma secondo il presidente della società, l’ex magistrato Antonio Di Pietro, le auto ”stanno aumentando” e aumenteranno ancora ”man mano che si aprirà l’autostrada”.

In particolare, di tutta le tratte finora aperte, quelle che ‘soffrono’ di più sono le due tangenziali: meno 78% di traffico quella di Varese e meno 72% quella di Como.

I dati sono stati forniti dalla società alla commissione Bilancio del Consiglio regionale della Lombardia.

Una delle note dolenti sono i mancati pagamenti. “L’avveniristica soluzione prevista per il pagamento — è la critica di Di Pietro — è troppo complessa e parte dal presupposto che siano tutti onesti, o perlomeno attenti”.

Sulla Pedemontana infatti non esistono caselli, si paga in un secondo momento. Si chiama «free flow»: ci si regolarizza con Telepass, sistema Conto Targa, App o ai centri di assistenza. Nei primi dieci mesi i ricavi si sono fermati a 17 milioni di euro, di cui quasi 4 milioni non pagati. Uno su quattro non ha pagato.

Duro il commento del M5S, che ha definito l’autostrada come un “Titanic”. “Pedemontana è un suicidio manageriale, imprenditoriale e ambientale e va fermata”, ha affermato in una nota il consigliere regionale Cinquestelle Stefano Buffagni, proponendo al presidente della Regione Roberto Maroni di “nominare Di Pietro commissario liquidatore della società“.

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