Patente gratis per gli extracomunitari, la bufala è virale sui social

Ogni giorno, sul web – e in particolar modo sui social – circolano decine di fake news. L’ultima bufala? Ha per oggetto le patenti e gli immigrati.

È decisamente l’epoca delle fake news, questa. E il mondo dei motori non è immune. Negli ultimi giorni, su Facebook è circolata una notizia subito rimbalzata di profilo in profilo, che ha guadagnato migliaia di commenti di disappunto e indignazione. L’oggetto? La notizia secondo cui, gli immigrati che la richiedono, avrebbero diritto a ottenere gratis la patente, per altro con 30 punti iniziali contro i 20 degli italiani. Nonostante fosse abbastanza evidente che si trattasse di una bufala (la punteggiatura completamente sbagliata, lo sproporzionato numero di senatori che avrebbe approvato la legge e gli errori grammaticali ne erano una solida prova), gli utenti del social non hanno mancato di condividerla, di commentarla e di gettare la loro ira sui non ben specificati fautori dei nuovi articoli del codice della strada.

“Mentre eravamo tutti distratti dalla tragedia del terremoto, proprio ieri il Senato ha approvato – con ben 303 voti a favore e solo 116 contrari – la modifica all’art. 126 ter del Codice della strada, che prevede l’ottenimento della patente gratis per tutti gli immigrati che la richiedono, e con ben 30 punti iniziali anziché 20 come a noi italiani”, si legge nella notizia palesemente inventata. Una notizia che è stata accolta con grandissima rabbia, e che è stata al centro di polemiche e di commenti anche dal forte contenuto. Tuttavia, c’è chi ha provato a calmare gli animi, dimostrando come tutto quello non potesse essere vero: se prendessimo per buoni quei numeri, ne uscirebbe che i senatori sarebbero 419 (anziché 315, esclusi i senatori a vita).

Non è, questo, un caso raro. E non riguarda solamente l’Italia il problema delle fake news. Solamente il mese scorso, il premier francese Emmanuel Macron ha annunciato una legge proprio per combattere le bufale che circolano sul web, soprattutto nel periodo delle campagne elettorali. Come intende farlo? Obbligando le piattaforme ad aumentare la trasparenza sui contenuti sponsorizzati, a rendere nota l’identità di chi pubblica gli annunci e a limitare gli importi dedicati a contenuti di questo tipo. Anche in Italia ci sono proposte di legge simili, per porre un freno ad un fenomeno che sembra prendere ogni giorno più piede.

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