Ladro hi-tech: 14 secondi per rubare l’auto. Panda in primis

Dossier sui furti d'auto: situazione peggiore al Sud che al Nord. La Panda è la macchina più rubata

Non sempre il termine "evoluzione" ha connotati positivi: ad esempio, non lo si può certo applicare alla velocità con cui i ladri soni in grado oggi di rubare un’auto rispetto a vent’anni fa. Secondo il "Dossier annuale sui Furti d’Auto 2013" fornito dall’azienda specializzata LoJack, infatti, ora un ladro impiega 14 secondi per rubare una macchina, circa 36 volte in meno rispetto ai 9 minuti necessari nel 1993.

Parallelamente all’evoluzione dei sistemi di sicurezza c’è stato anche quello della "specializzazione" dei ladri di settore, che abbandonati vetri infranti e serrature scassinate, si affidano a programmi nformatici per riprogrammare centraline o clonare i codici criptati per l’apertura delle portiere.

Oltre a quella del ladro, è più efficace anche la figura del ricettatore: se il numero di furti compiuti in Italia nel 2013 – 112mila – è rimasto sostanzialmente identico a quello dei dodici mesi precedenti, è decisamente calata la percentuale di veicoli ritrovati, scesa al 41%.

In questo senso, la situazione peggiore è al Centro e al Sud: nel Lazio si recuperano solo il 27% dei veicoli rubati e in Campania del 28%, circa un terzo di quelli ritrovatri in Emilia Romagna (77%) e Veneto (75%).

Legati geograficamente al territorio non sono solo le possibilità di recupero ma anche il numero e la tipologia degil autori del furto. La regione più pericolosa è la Campania con oltre 22mila mezzi rubati, seguita da Lazio con più di 15mila mezzi scomparsi: se a queste si aggiungono Sicilia e Puglia si raggiunge complessivamente il 78% dei furti d’auto compiuti in Italia.

Al Sud si usano sopratutto metodi, per così’ dire, tradizionali e a compiere il reato sono prevalentemente criminali italiani che spesso poi usano l’auto rubata per altre attività illegali, come le rapine.

Al centro, invece, c’è una grossa percentuale di criminali provenienti dall’Europa dell’Est, che successivamente trasportano le auto rubate all’estero. La loro attività viene comunque gestita in parte anche da criminali campani, che usano Roma come bacino di vetture da rivendere ai mercati stranieri.

Al nord, invece, il ladro è più tecnologico, usa meno cacciavite e martello e più il "jammer", un dispositivo che permette di mettere fuori uso antifurto satellitari, o altri apparecchi utili a clonare chiavi.

Decisamente mista la tipologia del criminale che opera al settentrione, con italiani, europei dell’Est e africani ma, in ogni caso, ben organizzati in strutture con specifici compiti nella catena del furto: chi ruba, chi ricetta e chi trasporta i veicolo. In compenso, i furti sono in numero inferiore rispetto a Centro e Sud e regioni come Veneto e Emilia possono lamentare un decimo dei reati rispetto alla Campania.

Decisamente "italiano", infine, il gusto dei ladri: tra le auto più rubate ci sono infatti la Fiat Panda (11.564 esemplari), Punto (10.086) e 500 (6345)

 

 

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