Nuova tassa sulla benzina? L’italiana è già tra le più care d’Europa

Il prezzo italiano è più alto di oltre 25 centesimi al litro sulla media europea

Basta con i continui aumenti delle tasse su benzina e gasolio: a lanciare il grido d’allarme è Franco Ferrari Aggradi, Presidente di Assopetroli Assoenergia, dopo il rischio di un ennesimo rincaro per Decreto Legge del prezzo del carburante italiano, già uno dei più cari in Europa.
 
“Alla lista degli aumenti delle accise sui carburanti dal 2011 ad oggi, ben 11, rischia di aggiungersene un 12esimo, il secondo del Governo Renzi che pure aveva promesso di non inasprire la pressione fiscale – le parole di Aggradi – Così se non sarà cambiata dal Senato la norma di copertura di cui all’articolo 19 del DL 91/2014 (Modifiche alla disciplina ACE- aiuto crescita economica) che determina nuovi aumenti di accisa, i consumatori vedranno salire il conto delle accise che li attende da qui al 2021 ad oltre 2 miliardi di euro, più iva". 
 
"Peraltro la disposizione contenuta nel DL 91/14, per come è congegnata, pone la responsabilità della decisione di incrementare le accise non più nell’alveo delle responsabilità e della sensibilità della politica ma la affida alla singola persona fisica individuata nel Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che non potrà, anche volendo, non dare attuazione agli aumenti di accisa dettati dalla legge. Non si tratta infatti di una clausola di salvaguardia, che seppur minima lascia una speranza che le accise non aumentino, ma di un nuovo sostanzioso aumento di accisa programmato e non eludibile – ha aggiunto Aggradi – Cosi facendo la politica rinuncia alle sue responsabilità e al suo ruolo, ponendo un’ulteriore ipoteca sul futuro delle imprese del settore, sulle tasche dei cittadini e sulle entrate erariali che continuano a calare per effetto della crisi dei consumi di prodotti petroliferi". 
 
In effetti i numeri non lasciano troppi margini di discussione sul fatto che il carburante italiano sia uno dei più cari d’Europa soprattutto a causa delle tasse. Nell’ultimo monitoraggio “SIA – Stacco Italia Accise” (Accise e Iva) effettuato da Assopetroli-Assoenergia, con la collaborazione di Figisc Anisa Confcommercio, emerge un”anomalia italiana" rappresentata da un carico fiscale eccessivo sui carburanti (benzina verde) che, al netto delle addizionali regionali, è giunto nel mese di giugno al 60,49% del prezzo al consumo. Il dato che colpisce è che del solo differenziale il 96,85% per la benzina e il 96,77% per il gasolio sono tasse.
 
Nello specifico, sulla base dei dati forniti dalla Commissione Europea e dal MISE, nel mese di giugno, la media aritmetica del prezzo al consumo praticato nei 28 Paesi UE pone in risalto che: per la benzina il prezzo italiano è più alto di 25,4 €cent/litro, di cui ben 24,6 sono dovuti alle maggiori imposte (Accise e IVA) e solo 0,8 ad un maggiore prezzo industriale. Per il gasolio, invece, il prezzo italiano è più alto di 24,8 €cent/litro, di cui ben 24 sono dovuti alle maggiori imposte (Accise e IVA) e solo 0,8 ad un maggiore prezzo industriale.
 
Nel complesso, la media dei primi sei mesi del 2014 fa registrare un differenziale per la benzina 26,2 € cent/litro e il gasolio 25,1 € cent/litro, in più che nel resto d’Europa

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