Alfa Romeo Giulia, ecco quando arriverà la versione ‘standard’

Dopo qualche ritardo imprevisto, la nuova Alfa Romeo Giulia arriverà ad aprile anche nelle versioni diesel

I primi modelli ‘standard’ della nuova Alfa Romeo Giulia dovrebbero arrivare ad aprile e si dovrebbe trattare dei meno potenti tra quelli motorizzati con il 2.2 diesel (ovvero da 150 e 180 cavalli e non oltre i 200 cavalli). Queste sarebbero le ultime indiscrezioni filtrate dai concessionari sulla commercializzazione delle versioni più ‘di massa’ della nuova Giulia dopo che a sfilare alla presentazione ufficiale era stata il modello Quadrifoglio Verde con V6 da 510 CV.

Queste voci dovrebbero metterne a tacere altre circolate negli ultimi tempi relative al mancato superamento da parte della nuova Giulia di alcune verifiche. Nello specifico si era parlato di flop ai crash-test, indiscrezioni che verrebbero smentite (o quantomeno superate) dalla messa in commercio della Quadrifoglio Verde e di altre versioni, in attesa che tutta la gamma venga ‘certificata’ pure agli esami per emissioni e consumi, diventati piuttosto seri alla luce del Dieselgate.

Per essere più precisi, le versioni diesel oltre i 200 cavalli, i benzina quattro cilindri e la V6 non Quadrifoglio dovrebbero completare il ciclo di test entro qualche mese per arrivare sul mercato a fine anno.

Di sicuro, il superamento dei crash test della Quadrifoglio verde, considerata la mole del motore, dovrebbe essere il lasciapassare per le prove d’urto anche per i modelli meno potenti della Giulia, visto che in genere i problemi sorgono proprio per i propulsori più grandi.

L’ultimo trimestre del 2016 dovrebbe poi vedere arrivare nelle concessionarie anche il primo Suv del Biscione, la cui presentazione è prevista per l’ormai prossimo Salone di Ginevra. Anche il suv dovrebbe infatti completare la serie di esami entro aprile.

Buone notizie, dunque, per i tanti appassionati dell’Alfa, anche se sul futuro del Biscione continua ad aleggiare il rinvio del piano di produzione dei nuovi modelli della casa di Arese, che si concluderà nel 2020 anziché nel 2018. Un rinvio che in sé potrebbe non essere negativo in assoluto ma lascia comunque perplessi e dubbiosi, visto che il piano e le sue tempistiche erano ritenute decisive dallo stesso Sergio Marchionne per il rilancio del brand soprattutto sul mercato statunitense.

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