Nell’auto a guida autonoma c’è un comando ‘suicida’

In caso di incidente, l'auto potrebbe sacrificare il passeggero anziché più vite

Secondo molti analisti, il futuro dell’automobile sarà la macchina con guida autonoma. Oltre alle varie Google Car e Apple Car, anche le aziende più ‘tradizionali’ stanno infatti sviluppando forme di guida autonoma più o meno avanzate. Tuttavia, secondo una recente ricerca, questa tipologia di vetture nascondono un rischio enorme per la vita del passeggero.

Come ha evidenziato un team della Toulouse School of Economics, nell’algoritmo che regola il comportamento delle auto a guida autonoma c’è infatti una sorta di ‘comando suicida’. Di cosa si tratta? Semplice: qualora la vettura si trovasse improvvisamente di fronte ad un gruppo di persone che per un qualsiasi motivo, attraversa la strada, la stessa auto sterzerebbe violentemente per evitarle, preferendo ‘sacrificare’ la vita del passeggero che uccidere un numero maggiore di persone. In sostanza, l’auto a guida autonoma seguirebbe una sorta di criterio del ‘male minore’.

Si tratta di una scoperta decisamente inquietante, per quanto in sé si possa capire la razionalità del comportamento del mezzo. Così, i ricercatori hanno deciso di effettuare un sondaggio basato sostanzialmente su una chiara domanda: “Sacrifichereste la vita del passeggero dell’auto a guida autonoma per salvarne molte”? La risposta è stata prevedibilmente affermativa ma, altrettanto prevedibilmente, solo se il passeggero in questione non era chi rispondeva alla domanda.

A questo punto bisognerà capire quante persone vorranno davvero acquistare o anche solo salire su una macchina che ha nel suo ‘dna’ la decisione di sacrificare il suo passeggero per salvare un numero superiore di vite umane. Dall’altra parte, se non si compreranno auto del genere, in una situazione come quella descritta poc’anzi, potrebbero morire più persone che non solo quella che occupa l’auto a guida autonoma.

A rendere la questione della guida autonoma ancora più d’attualità è arrivata poi la notizia della morte del primo occupante di una Tesla Model S durante l’utilizzo del sistema Autopilot, una sorta di guida semiautomatica dal quale dovrebbe svilupparsi quello al 100% a guida autonoma del brand elettrico per eccellenza.

Per ora la NHTSA, l’Ente Federale statunitense per Sicurezza Stradale, ha semplicemente aperto un’inchiesta per capire la dinamica dell’accaduto e bisogna sottolineare come si tratti del primo incidente mortale dopo oltre 60 milioni di chilometri percorsi da Tesla con guida semiautomatica. Basterà un numero così rilevante a placare le polemiche nel caso si scoprisse che l’errore non è stato di un umano?