Multe da autovelox: ora il ricorso è più difficile. Ecco perché

Sentenza della Cassazione complica il ricorso contro l'autovelox

Brutte notizie per gli automobilisti con il piede pesante’: ora sarà infatti più difficile vincere un ricorso contro una multa per eccesso di velocità presa con l’autovelox. Tutto ha origine da una recente sentenza della Cassazione, che ha smentito numerose sentenze precedenti e cambiato l’indirizzo giuridico, rendendolo meno favorevole a chi è ‘vittima’ di autovelox’.

Secondo la Cassazione, infatti, ora per rendere valida la multa accertata con autovelox o telelaser e non contestata immediatamente, per le forze dell’ordine sarà possibile indicare nel verbale solo gli estremi del decreto del Prefetto che autorizza la contestazione differita.

Cosa cambia? Spieghiamo la situazione. Di norma le multe dovrebbero tutte essere contestate immediatamente per essere valide. Bisognerebbe quindi bloccare l’auto e redigere il verbale, anche se in alcuni casi il codice della strada permette alla polizia di fare una contravvenzione senza contestazione immediata.

Un caso classico è proprio quello dell’Autovelox e strumenti simili. In pratica il prefetto è autorizzato a indicare le strade dove la contestazione immediata non è possibile, sostanzialmente perché è un tratto di strada dove fermare le macchine sarebbe pericoloso (immaginate i tradizionali vialoni a due o più corsie che fanno confluire rapidamente il traffico verso le città).

Ecco, finora molti Giudici di Pace avevano reso nulli i verbali nei quali la polizia giustificava la mancata constatazione immediata richiamando semplicemente l’ordinanza prfettizia che autorizzava quella differita. Secondo gli stessi Giudici di Pace era infatti necessario anche indicare le ragioni concrete dell’impossiblità del blocco dell’auto, cosa che molti addetti non specificavano.

Dopo l’ultima sentenza della Cassazione, invece, non sarà più così: alla Polizia basterà indicare nel verbale gli estremi del decreto prefettizzio che autorizza la contestazione differita, senza nemmeno allegare il decreto stesso. Qualora ciò accada, per il ricorso ci saranno ben poche possibilità di essere accolto.

Per gli autisti, resta invece valida l’altra importante tendenza giuridica riguardante le multe da autovelox e similia. Queste devono essere notificate a chi ha infranto i limiti entro 90 giorni da quando è stata commessa l’infrazione stessa e non entro novanta giorni da quando l’addetto della Polizia ha stilato il verbale. Ad esempio, se si è ‘pizzicati’ dall’autovelox il primo gennaio, la multa sarà ‘valida se se vi arriverà entro fine marzo, anche se l’addetto della polizia ha stilato il verbale a metà febbraio.

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