Multe auto, una nuova sentenza decide quando si annullano

La Corte di Cassazione ha deciso a chi spetta provare la notifica in caso di sanzione

La nuova sentenza della Corte di Cassazione è volta a individuare il soggetto a cui spetta provare la notifica in caso di sanzione.

Secondo quanto deciso, questo soggetto è l’amministrazione e, se non è in grado di dimostrarlo, la sanzione cade. Quindi la cartella esattoriale che richiede il pagamento della multa, con interessi e oneri aggiuntivi, viene annullata. Questo significa che il trasgressore può impugnare la cartella e farsi dare ragione e gli automobilisti, con questa nuova decisione della Suprema Corte, sono tutelati da eventuali possibili abusi.

A seguito del caso di un automobilista che aveva contestato la ricezione di una cartella emessa da Equitalia Sud, i giudici sono stati chiamati per decidere sul tema delle multe in auto e delle notifiche delle stesse. La sentenza era stata cassata e rinviata a un altro giudice, visto che Roma Capitale non si era costituita in giudizio e non aveva mostrato le prove dell’avvenuta notifica. Per questo motivo un altro soggetto competente è stato chiamato a prendere una nuova decisione.

La contestazione della multa, in ogni caso, può essere fatta al prefetto o al giudice di pace. Al prefetto il ricorso deve essere presentato entro 60 giorni dalla notifica della multa e se le ragioni non sono condivise, allora il prefetto stesso emette ordinanza di ingiunzione di pagamento per un importo che è almeno uguale al doppio della multa contestata. La decisione può essere impugnata davanti al giudice di pace. Se la contestazione viene fatta direttamente al giudice di pace, allora il ricorso deve essere presentato entro 30 giorni dalla notifica, il ricorrente deve essere presente all’udienza e nel caso in cui il ricorso non venga accolto deve pagare la multa. Altrimenti può impugnare la sentenza davanti al Tribunale.

La decisione presa oggi dai giudici della Suprema Corte specifica che in tema di opposizione a una cartella esattoriale su sanzioni amministrative che riguardano la violazione del Codice della Strada, se il destinatario della multa deduce la mancata notifica del verbale, l’onere della prova di notifica dello stesso incombe sull’ente dal quale dipende l’organo accertatore. Infatti l’avvenuta notificazione del verbale e la mancata opposizione nel termine di 60 giorni dalla stessa costituiscono requisito indefettibile perché il verbale acquisisca efficacia di titolo esecutivo, esigibile mediante la cartella esattoriale. Il tutto è perfettamente in linea con quanto avevano sentenziato meno di 10 anni fa i giudici della Suprema Corte.

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