Multa in quarantena, può essere annullata

Come evitare pesanti sanzioni per l’auto parcheggiata in divieto di sosta mentre si vive in quarantena?

La pandemia da Coronavirus ha costretto a casa in quarantena tanti italiani: e le loro auto? Già, perché quando si ha a che fare con il Covid-19, è tassativa la segregazione domestica e magari si è impossibilitati a spostare il proprio veicolo. Oltre al danno, scatta anche la beffa della multa?

L’auto in tempi di pandemia può diventare un serio problema. Non tanto perché gli abitacoli possono incubare il virus (qui i consigli su come sanificare il cockpit). Quanto perché se contagiati o, comunque, costretti alla quarantena non è possibile spostare il veicolo dall’ultimo parcheggio. In effetti il Codice della Strada prescrive che l’ente proprietario della strada può “Vietare temporaneamente la sosta su vie o tratti di esse per esigenze di carattere tecnico o di pulizia, rendendo noto tale divieto con i prescritti segnali non meno di quarantotto ore prima ed eventualmente con altri mezzi appropriati”. Quindi, con almeno 48 ore di preavviso, le amministrazioni locali possono, ad esempio, vietare la sosta dei veicoli per la pulizia delle strade.

Dall’altro estremo, come detto, c’è il divieto tassativo a lasciare la propria dimora per il soggetto in quarantena. In questo caso interviene il Codice penale, nello specifico l’art. 650, che indica il “Divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena o risultati positivi al virus”. In caso di violazione si può incorrere addirittura nell’arresto fino a 3 mesi oppure a un’ammenda fino a 206 euro.

Il soggetto in quarantena deve procedere in questo modo se, nel frattempo, il proprio veicolo finisce in divieto di sosta: va aspettato il recapito del verbale. Poi si hanno 60 giorni per presentare un ricorso gratuito al prefetto, facendo presente la causa di forza maggiore. Infine alla lettera di ricorso il cittadino deve allegare il certificato medico relativo all’isolamento.

Un ulteriore accorgimento per essere sicuri di non incappare in sanzioni, è quello di contattare la Polizia locale del proprio Comune e far presente la propria situazione, via telefono o posta elettronica. In questo caso si dovrà riportare il numero di targa e l’intestatario del veicolo.

Nel caso, invece, che il proprio mezzo venga rimosso? Intendiamoci, non dai ladri, visto anche il calo dei furti durante la pandemia. Ma sollevato dal carro attrezzi. Il primo passo in questo frangente è sempre quello di attendere la ricezione della sanzione per poter fare il relativo ricorso. Poi però si dovrà provvedere alle spese per il carro attrezzi e per il deposito. Queste variano a seconda della distanza fra il luogo in cui la vettura è stata prelevata e il deposito più vicino.

In media il costo della chiamata è di 30 euro, quello delle operazioni di carico e scarico ammontano a circa 60 euro e il prezzo del trasporto fino al deposito è di 4 euro a km nei giorni lavorativi e fino a 7 euro a km nei giorni festivi e nelle ore notturne. Insomma, la spesa lievita, ma viste le nuove abitudini di spostamento delle persone dopo la pandemia scommettiamo che chiunque faccia il possibile per non perdere il proprio mezzo a 4 ruote.

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