Mercato auto in crisi: esauriti gli incentivi

Il mercato è tornato in stagnazione e rischia di sprofondare nuovamente in una crisi senza eguali

Sono esauriti i fondi per gli incentivi auto in Italia, le misure pensate per risollevare il settore dopo la grande crisi che lo ha colpito nei primi mesi dell’anno. Lo sappiamo bene quanto il Coronavirus, oltre che portato un fortissimo disagio alla situazione sanitaria, abbia colpito l’economia in maniera drammatica.

Non è un segreto che il mercato automobilistico sia sprofondato in una situazione senza precedenti nei mesi scorsi. Marzo e aprile sono stati veramente disastrosi, il calo delle vendite registrato in quel periodo non ha precedenti. È questo il motivo per cui sono stati stanziati dei fondi per incentivare i cittadini all’acquisto di nuove vetture in questo 2020 così particolare.

La notizia però è che i bonus estivi sono esauriti, il mercato è immediatamente tornato in stagnazione, aumenta così il pesante calo su base annua rispetto al 2019, arrivando a -30,9%, fra i più alti in Europa. È l’associazione Unrae a renderlo noto, commentando i dati Acea sulle immatricolazioni di auto nuove in Europa nel mese di ottobre.

Il direttore generale Andrea Cardinali ha spiegato: “Un quadro che avevamo preannunciato, dove stenta a decollare anche la transizione energetica, perché nonostante l’Ecobonus, la fascia di emissioni 0-60 g/km di CO2 è ancora ferma al 3% del mercato, con scarsi benefici ambientali, economici e fiscali. E in questo contesto i dati sono eloquenti: da luglio a ottobre 2020 in soli quattro mesi, grazie agli incentivi allargati, sono state rottamate circa 125.000 vetture, mentre nei 15 mesi precedenti, con gli incentivi limitati alla fascia 0-60 g/km, le rottamazioni sono state appena 7.000”.

E prosegue dicendo: “Senza la spinta alla rottamazione, che stimiamo abbia interessato il 70% delle auto incentivate nella fascia 61-110 g/Km, non solo avremmo avuto un minore introito IVA per lo Stato, ma non saremmo riusciti a liberare le nostre strade da decine di migliaia di auto inquinanti e poco sicure”. In effetti, sempre secondo Cardinali, in Italia la transizione verde risulta “fortemente inibita dal ritardo nella dotazione di infrastrutture di ricarica elettrica, che con 2,7 punti disponibili ogni 100 km di rete viaria (di cui nessuno in autostrada), colloca il nostro Paese al di sotto della media europea (4,7 punti) e ben lontano non solo da Paesi leader come Norvegia (19,2) e Olanda (44,2), ma anche dai principali mercati come Regno Unito (7,4), Germania (6,8) e Francia (4,1)”.

Incentivi da rinnovare anche per l’Anfia (Associazione nazionale filiera Industria automobilistica), il presidente Paolo Scudieri infatti ha dichiarato: “Sul fronte italiano ribadiamo l’importanza di proseguire nel sostegno alla domanda e nello stimolo alla diffusione delle tecnologie a basse emissioni, sia per affrontare i mesi di pandemia che ancora stiamo vivendo, sia per supportare e accelerare il rinnovo del parco, anche alla luce della procedura di infrazione appena aperta nei confronti del nostro paese, oltre che per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione del piano nazionale energia e clima”.

(Dichiarazioni da La Repubblica)

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

MOTORI Mercato auto in crisi: esauriti gli incentivi