Legge stabilità: salta abolizione del PRA, resta la tassa IPT

Niente fusione Pra-Archivio Motorizzazione: resta dunque IPT, l'Imposta Provinciale di Trascrizione

Tanto rumore per nulla? Nel nuovo Decreto Stabilità, che il Governo proporrà all’esame delle Camere in questi giorni, paiono essersi dileguate le ‘buone intenzioni’ per aiutare il sistema automobilistico, riducendone i costi e venendo incontro alle ‘tasche’ degli italiani.

L’ultima delusione arriva dalla mancata abolizione del PRA, il Pubblico Registro Automobilistico gestito dall’ACI, e sua fusione nel’Archivio Nazionale Veicoli della Motorizzazione Civile, del quale è un sostanziale doppione. Restà così in piedi un ente praticamente inutile e il cui mantenimento incide sulle tasche di tutti gli italiani per una serie di procedure il cui costo per la comunità (Stato, cittadini e aziende) è quantificabile intorno ai 400 milioni.

Ovviamente, con la conferma del Pra e del relativo Certificato di Proprietà, resterebbe pure l’IPT, l’Imposta Provinciale di Trascrizione, che nei piani originali del Governo doveva essere rimpiazzata dall’Imposta regionale di Immatricolazione, complice anche la progressiva scomparsa delle Province stesse. In sostanza, si sarebbe dovuta pagare una tassa solo al momento dell’acquisto e immatricolazione dell’auto, con cancellazione dell’imposta provinciale da pagare ad ogni successivo passaggio di proprietà. Ora, invece, tutte le volte che si compra o vende un’auto, si dovrà continuare a pagare una tassa.

Un altro brutto colpo per gli automobilisti è stato l’‘innalzamento’ dell’esenzione del bollo per le auto storiche: ora verranno riconosciute tali – con relative agevolazioni fiscali – solo quelle con più di 30 anni e non più quelle ‘over 20’. Sempre per quanto riguarda il bollo, nessuno stop alla possibilità di Regioni e Province Autonome di aumentarne il costo fino al 10% all’anno.

A svantaggio non solo degli automobilisti ma di tutto il sistema auto c’è anche la cancellazione degli ecoincentivi per l’auto: nel 2015 niente sconti, quindi, per chi compra auto a gas, elettriche o ibride. Il provvedimento varato nel 2012 dall’allora Governo Monti si concluderà quindi il 31 dicembre del 2014 e i 40 milioni originariamente stanziati per l’anno prossimo resteranno nelle casse dello Stato.

Tra i provvedimenti che sono ‘saltati’ al momento della firma del Presidente Giorgio Napolitano c’è anche quello del riconoscimento (e relativa, possibile multa) della regolarità della RCA Auto tramite controllo della targa con autovelox.

Dulcis in fundo, niente da fare nemmeno per la proposta di ‘abolizione’ del bollo per tre anni per chi compera auto nuove, anni che sarebbero potuti arrivare a cinque in caso di acquisto di auto ‘ecologica’. Chiuso il periodo di esenzione, si sarebbe poi pagata una tassa proporzionale all’inquinamento prodotto dalla propria auto; nel progetto c’era anche la deduzione del 40% delle auto "green" acquistate per uso aziendale. Ricordiamo peraltro che, come negli altri casi, bisognerà vedere se queste proposte torneranno d’attualità nel passaggio alle Camere con possibili emendamenti.

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