Lavoratori italiani al volante, chi è a maggior rischio incidente

L’Osservatorio VertiMovers ha realizzato una ricerca sull’influenza che la professione ha sullo stile di guida

Secondo un progetto di ricerca che è appena stato portato a termine dall’Osservatorio VertiMovers, in base al lavoro che una persona svolge, cambiano le abitudini al volante, lo stile di guida e anche il tasso di incidentalità stradale.

L’impresa assicurativa Verti ha voluto fare quest’analisi per andare ad approfondire quali sono le tendenze oggi nella nostra società. Ad esempio, possiamo dire che un agente di commercio, che fa moltissimi km al giorno, abbia purtroppo molta più possibilità di cadere in sinistri stradali, come anche un imprenditore, ma per una ragione differente, che possiamo presumere sia lo stress.

Discostiamoci però dalle ipotesi e andiamo ad approfondire la questione proprio analizzando quanto appreso grazie allo studio di Verti. La ricerca indica tre elementi che influenzano lo stile di guida più di altri: l’età del conducente, il livello di stress e il numero di chilometri percorsi. Chi trascorre tante ore alla guida è chiaramente maggiormente esposto a incidenti; secondo l’indagine, gli agenti di commercio sono la categoria con la più alta incidenza di sinistri.

Anche gli incidenti stradali causati dagli imprenditori sono molti, questo probabilmente, come abbiamo detto, a causa della stanchezza e dello stress del lavoro, che spesso purtroppo provocano distrazioni e violazioni del Codice della Strada. Altre categorie a rischio sono i medici, i dirigenti e gli insegnanti, sempre per lo stress lavorativo; la qualità di vita dei lavoratori è minata anche dal pendolarismo, altra condizione che aumenta lo stress e la stanchezza, e quindi il tasso di incidentalità.

Giornalisti e dipendenti pubblici, secondo quanto emerge dalla ricerca, sono i guidatori più prudenti e virtuosi, probabilmente meno stressati degli imprenditori. Non dimentichiamo comunque che non è solo lo stress a dare “problemi” al volante, ma anche l’età. Il tasso di incidenza di sinistri più alto è quello degli studenti (dopo gli agenti di commercio), la leggerezza e l’inesperienza infatti sono altre cause di incidenti (sempre meno anche grazie alle tecnologie a bordo). Ma non è tutto per quanto riguarda l’età, purtroppo anche i pensionati, passati i 60 anni, iniziano ad essere più distratti e sono al quarto posto nella classifica dell’incidentalità stilata da Verti, dopo gli imprenditori.

In questo caso quindi la maggiore esperienza non basta per essere attenti alla guida e abbassare i rischi. Una puntualizzazione sugli incidenti in moto: gli studenti in questo caso sono in cima alla graduatoria.

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