La città con più traffico in Italia? Palermo, non Roma

Nel capoluogo siciliano si trascorrono sei giorni di vita in auto, senza mai scendere.

Come ogni anno, il rapporto ‘TomTom Index 2017’, stilato dalla multinazionale specializzata in sistemi di navigazione satellitare, ha pubblicato la classifica delle città con più traffico al mondo e, per quanto riguarda l’Italia, al primo posto c’è Palermo e non Roma, come si potrebbe pensare, piazzatasi subito dopo.

Si tratta, come si sostiene dalle parti del capoluogo siciliano, di un paradosso: sì, perché l’anno scorso la Giunta del sindaco Leoluca Orlando ha pianificato e attivato una serie di iniziative per la mobilità alternativa che, a quanto pare, non hanno ancora dato i frutti sperati.

In sintesi, infatti, nel 2016 a Palermo sono state inaugurate quattro linee del tram (un mezzo che in città non si vedeva da decenni), sono stati attivati i servizi di ‘car sharing’ e ‘bike sharing’ e una Zona a Traffico Limitato (ZTL) in una parte del centro (non senza polemiche e ricorsi al TAR, poi respinti).

Nonostante ciò, quindi, nel capoluogo siciliano è stato riscontrato un livello medio di congestione del 43% che, nelle ore di punta, sale al 61% al mattino e al 69% la sera, conquistando così non solo la vetta della classifica italiana, ma il 4° posto di quella europea (dopo Lodz, Bucarest e Mosca) e il 21° di quella mondiale (dove il podio è formato da Città del Messico, Bangkok e Giacarta).

Inoltre, è stato appurato che, in termini di tempo, chi guida a Palermo ha trascorso oltre sei giorni di vita dello scorso anno al volante della propria auto, senza mai scendere.

Sul rapporto è intervenuto il responsabile della mobilità palermitana, ovvero l’assessore Giusto Catania, con queste parole:

“i dati del rapporto TomTom index 2017, che indicano Palermo come la città più congestionata d’Italia, ci stimolano a continuare a insistere sui provvedimenti che diminuiscono il traffico veicolare e a pianificarne di nuovi come altre linee di tram; aumentare la lunghezza delle piste ciclabili sino a 100 chilometri (malgrado la nostra giunta l’abbia portata da 12 a 37 chilometri). A questo si aggiungano l’ingrandimento delle aree pedonali; la più grande rete di car sharing pubblico d’Italia con mezzi anche per disabili; la terza flotta di bike sharing del Paese e, presto, arriveranno 70 nuovi autobus”.

Insomma, la risposta del Comune siciliano è di intensificare ancora di più un piano alternativo di mobilità, puntando anche all’educazione del cittadino, sperando di perdere qualche posizione nella classifica del prossimo anno e sfatare così il mito della piaga del ‘traffico’… ricordate Johnny Stecchino, no?

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