Jaguar Land Rover pronta a lasciare il Regno Unito?

Una possibilità concreta se i termini della Brexit dovessero, come sembra, risultare troppo penalizzanti

Ralf Speth, Chief Executive Officer di Jaguar Land Rover, la maggiore Casa Automobilistica del Regno Unito, ha fatto un appello al governo britannico per ottenere con urgenza le necessarie certezze relative agli scambi commerciali con l’Unione Europea, inclusa la garanzia di un accesso ai mercati agevole ed esente da dazi. Non ci è dato sapere quale sia stata la risposta ma le dimissioni dei due ministri che propugnavano la linea dura riteniamo non sia da interpretarsi come un buon segno. Tre giorni dopo la nota di Jaguar Land Rover, infatti, sono arrivate le dimissioni che hanno di fatto “spaccato” il governo May: quella del ministro per la Brexit, David Davis, che si è dimesso proprio in polemica con la premier Theresa May e la sua linea conciliante con la Ue sui termini di uscita dall’Unione europea e, a ruota, del ministro degli Esteri Johnson.

Il Dott. Speth aveva poche ore prima dichiarato: “Il cuore e l’anima di Jaguar Land Rover sono nel Regno Unito. Tuttavia, la nostra Società, e i suoi Partner dell’indotto, dovranno affrontare un futuro imprevedibile se i negoziati della Brexit non manterranno libero e senza attriti il commercio con l’Unione Europea, e con accesso senza restrizioni al mercato unico.
Abbiamo urgentemente bisogno di maggiori certezze per continuare a investire pesantemente nel Regno Unito, e proteggere i nostri fornitori, i nostri clienti e i 40.000 dipendenti che operano nel nostro Paese”.

“Un cattivo accordo di Brexit – ha proseguito Speth – costerebbe a Jaguar Land Rover una perdita di profitti di oltre 1,2 miliardi di sterline ogni anno. Di conseguenza saremmo costretti a ridefinire drasticamente il nostro profilo di spesa; negli ultimi 5 anni abbiamo investito circa 50 miliardi nel Regno Unito – con la prospettiva di investirne altri 80 nel prossimo quinquennio. Tutto ciò sarebbe messo a rischio se dovessimo affrontare un risultato sbagliato”.

Speth ovviamente ha lanciato anche un messaggio ben poco subliminale anche sulla questione occupazionale: “Se l’industria automobilistica britannica deve rimanere competitiva a livello mondiale, e proteggere i 300.000 posti di lavoro di Jaguar Land Rover, e dei suoi fornitori, dobbiamo preservare un accesso al commercio libero da dazi o dogane, senza variare le attuali normative dell’Unione Europea”.

Insomma, se gli operai di Fiat entrano in agitazione per Ronaldo, quelli inglesi presto potrebbero doverlo fare per questioni ben più pressanti.

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